Carattere e descrizione del Bovaro dell’Entlebuch
Quanto e grande, il tricolore, la coda corta dalla nascita e il carattere
Il Bovaro dell’Entlebuch è il più piccolo dei quattro bovari svizzeri, e lo standard lo riassume in due parole che spiegano quasi tutto: molto agile ed attivo. In questa pagina trovi quanto è grande, in cosa si distingue dai suoi tre fratelli maggiori, com’è fatto il tricolore, il carattere vero e la parte sulla salute.
Sommario
Il Bovaro dell’Entlebuch in breve
Il Bovaro dell’Entlebuch è un cane da conduzione svizzero alto 44-50 centimetri nei maschi e 42-48 nelle femmine, per un peso che sta fra i 18 e i 29 chili. È sempre tricolore su fondo nero. Lo standard lo descrive vivace, pieno di temperamento, sicuro di sé e senza paura, e lo definisce un guardiano incorruttibile. Vive 11-13 anni.
Quanto è grande un Bovaro dell’Entlebuch

I maschi misurano 44-50 centimetri al garrese, con tolleranza fino a 52; le femmine 42-48, con tolleranza fino a 50. Il peso non è nello standard: in pratica siamo fra i 18 e i 29 chili.
Lo standard lo definisce un cane di taglia appena al disotto della media, compatto, di forma leggermente allungata. Non è un cane piccolo travestito da bovaro: è un bovaro in scala ridotta, con la stessa ossatura e la stessa sostanza dei fratelli grandi.
Le proporzioni sono scritte con i numeri, e sono la firma della razza: altezza al garrese e lunghezza del corpo stanno come 8 a 10. Detto in italiano corrente, è più lungo che alto, con gli arti corti e il torace che scende al livello dei gomiti.
C’è una seconda proporzione che decide la testa: muso e cranio stanno come 9 a 10, quindi il muso è appena più corto del cranio. Ne esce una testa asciutta, leggermente conica, con lo stop poco marcato: niente musetto schiacciato e niente testa da molosso.
Gli occhi sono piuttosto piccoli e tondeggianti, dal marrone al nocciola. L’occhio blu o gazzuolo è un difetto da squalifica, e conviene saperlo quando qualcuno prova a vendere un cucciolo dagli occhi chiari come una rarità.
Le orecchie sono triangolari, inserite alte e ricadenti sulle guance; quando il cane è in attenzione si alzano appena all’attaccatura e girano in avanti. È il dettaglio che gli dà quell’aria da cane che ha capito tutto prima di te.
Una nota sul fuori taglia: un soggetto che non arriva al minimo o supera il limite di tolleranza viene squalificato. Se ti propongono un Entlebucher da 58 centimetri, stai guardando un altro cane.
Le differenze con gli altri bovari svizzeri
I bovari svizzeri sono quattro, hanno tutti lo stesso tricolore e vengono confusi continuamente. La differenza vera è la taglia, e in due casi la coda.
Il Bovaro del Bernese è il gigante a pelo lungo. Il Grande Bovaro Svizzero è il più grande di tutti ma a pelo corto. L’Appenzeller è di taglia media e porta la coda arrotolata sulla groppa. L’Entlebucher è il più piccolo, il più allungato, e la sua coda è spesso corta dalla nascita.
Con l’Appenzeller la confusione ha radici storiche: per decenni nessuno li ha distinti, e la separazione è arrivata solo nel Novecento. Oggi la regola pratica è semplice: se il cane misura una cinquantina di centimetri e tiene la coda avvolta sul dorso è un Appenzeller, se è più basso e allungato e la coda gli manca o pende è un Entlebucher.
Sui numeri italiani il confronto è impietoso, e spiega perché questo cane non lo incontri quasi mai al parco.
Il mantello e la coda del Bovaro dell’Entlebuch

Il pelo è doppio: quello di copertura corto, ben adagiato, duro e brillante, con un sottopelo fitto sotto. È un mantello da lavoro, fatto per la pioggia e per il freddo delle valli.
Un pelo leggermente ondulato sul garrese o sul dorso lo standard lo tollera, ma non lo cerca. Il pelo troppo lungo, molle o senza sottopelo è invece un difetto da squalifica.
In casa questo significa manutenzione semplice e pelo per terra. Una spazzolata a settimana basta e avanza, e in muta serve il guanto di gomma per tirare via il sottopelo. Il bagno quasi mai: questo pelo si pulisce da solo.
Poi c’è la coda, che è il pezzo più curioso della razza. Lo standard prevede due possibilità e le mette sullo stesso piano: la coda naturale attaccata sul prolungamento della groppa e la coda corta dalla nascita, cioè quella dei cani che nascono già senza coda per una caratteristica genetica.
Le parole esatte sono queste: la coda naturale e la coda corta dalla nascita sono accettate in modo equivalente. Nessuna delle due è più tipica dell’altra, e nessuna è il risultato di un taglio: la coda corta di questi cani è congenita, ed è proprio quella dei quattro soggetti del 1913 che hanno fatto nascere la razza.
L’unica coda che manda un Entlebucher fuori dal ring è quella arrotolata: quella sì è un difetto da squalifica, e serve anche a distinguerlo dall’Appenzeller, che invece la porta avvolta sulla groppa per standard.
I colori e le marcature del Bovaro dell’Entlebuch

Di colori, nel Bovaro dell’Entlebuch, ce n’è uno solo: il tricolore su fondo nero. Tutto il resto sono difetti, e in diversi casi squalifiche.
Le focature vanno dal giallo al rosso brunastro e devono essere simmetriche il più possibile: sopra gli occhi, sulle guance, sul muso, alla gola, su ciascun lato del petto e sui quattro arti. Sugli arti stanno esattamente fra il nero e il bianco, e se lì mancano è un difetto grave.
Il bianco ha un disegno preciso quanto quello delle focature: una lista che scende senza interruzione dal cranio lungo la canna nasale, una macchia continua dal mento al petto passando dalla gola, e il bianco su tutti e quattro i piedi. Quando la coda è di lunghezza naturale, la punta bianca è ricercata.
I difetti sul bianco sono elencati uno per uno, e i più gravi sono tre: il collare bianco ininterrotto intorno al collo, il bianco al petto diviso e l’assenza di focature agli anteriori. Una testa completamente nera, senza nemmeno un filo di bianco, è il difetto più grave di tutti.
Tradotto per chi cerca un cucciolo: le marcature non sono estetica da concorso, sono il modo in cui si riconosce un soggetto tipico. E soprattutto non esistono Entlebucher di altri colori. Un cane con il fondo marrone, grigio o merle non è un Entlebucher di razza, qualunque cosa dica l’annuncio.
Il carattere del Bovaro dell’Entlebuch

Lo standard lo descrive così: vivace, pieno di temperamento, sicuro di sé e senza paura, di buon carattere e devoto verso le persone di casa, leggermente sospettoso verso gli estranei, guardiano incorruttibile, allegro e ricettivo.
Sono sei aggettivi, e ognuno ha una conseguenza pratica. Vivace e pieno di temperamento vuol dire che questo cane non ha una marcia bassa: è un bovaro nato per spostare vacche in salita per tutto il giorno, e mezz’ora di giro dell’isolato la considera un riscaldamento.
Sicuro di sé e senza paura vuol dire che non si tira indietro. Con un cane così, tutto si gioca su come lo gestisci: se non gli dai regole chiare, le regole le decide lui.
Devoto verso le persone a lui familiari è la parte che conquista chi ci vive: è un cane che ti sta addosso, che ti segue di stanza in stanza e che vuole partecipare. Non è un cane da giardino, e lasciato solo troppe ore diventa un cane che si inventa un mestiere.
Leggermente sospettoso verso gli estranei e guardiano incorruttibile sono la stessa cosa vista da due lati: annuncia chi arriva e non si fa comprare con un bocconcino. È un cane che abbaia, e conviene saperlo prima di portarlo in un condominio con le pareti sottili.
Allegro e ricettivo è la buona notizia per chi vuole lavorarci: impara in fretta e collabora volentieri, purché la cosa abbia un senso. Se invece gli chiedi esercizi ripetuti mille volte senza scopo, si annoia e lo fa capire.
Va aggiunta una cosa che nello standard non c’è ma che tutti quelli che lo conoscono dicono: l’Entlebucher spinge. Sposta con il corpo, incalza, e con i bambini che corrono può farlo anche senza cattiveria. È un istinto da conduttore di bestiame, si gestisce, ma va riconosciuto per quello che è.
Quanto vive un Bovaro dell’Entlebuch e di cosa si ammala
Il Bovaro dell’Entlebuch vive 11-13 anni secondo l’ente di razza americano, e il Kennel Club britannico parla di oltre dodici. È un cane rustico, con una base genetica piccola ma tenuta d’occhio da club severi: la lista dei controlli è breve e precisa.
Il club americano della razza chiede tre esami su tutti i riproduttori: le anche certificate a 24 mesi compiuti, la lussazione della rotula valutata dopo i 12 mesi e gli occhi, con visita annuale da uno specialista e il test genetico per la prcd-PRA, la degenerazione della retina che porta alla cecità.
Sulle anche c’è un numero che vale più di mille rassicurazioni: negli ultimi vent’anni l’80 per cento degli Entlebucher valutati ha ottenuto un giudizio positivo. È un dato buono, e dice che il lavoro degli allevatori sta funzionando.
Il problema più specifico della razza è invece l’uretere ectopico: l’uretere sbocca in vescica nel punto sbagliato, e il cane fa infezioni e perde urina. Il club britannico è brutale nella sua onestà: le femmine che nascono con questo difetto raramente superano le prime settimane, mentre i maschi riescono a compensare e a volte il problema salta fuori più tardi. Si vede con l’ecografia, e i soggetti colpiti non devono riprodursi.
Sul cuore la regola del club inglese è di una riga sola: un cane a cui si sente un soffio non va in riproduzione. Fra i temi minori ci sono la cataratta, il glaucoma, che non ha un test genetico e si valuta con la gonioscopia, e le rotture del legamento crociato.
Quest’ultimo punto riguarda te più dell’allevatore. Il club americano lo chiama con una formula che si capisce al volo: la sindrome del guerriero del fine settimana. Un cane tenuto fermo cinque giorni e portato a fare tre ore di montagna la domenica si rompe, e il sovrappeso peggiora tutto.
A chi è adatto il Bovaro dell’Entlebuch

È un cane per chi ha voglia di fare cose con il cane. Non per chi cerca un compagno tranquillo di taglia media, perché la taglia media qui non c’entra niente con la calma.
È adatto a chi fa sport cinofili o almeno attività regolare: agility, disc dog, treibball, dog trekking, rally obedience. Un Entlebucher che ha un impegno fisso in settimana è un cane equilibrato in casa.
È adatto a chi vive in una casa con spazio all’aperto ma lo tiene dentro con la famiglia: vuole entrambe le cose, il terreno per muoversi e il divano dove stare con te.
È adatto a chi sa gestire un cane vocale e un po’ testardo, e non si offende se il cane annuncia chiunque passi davanti al cancello.
Non è adatto a chi passa dieci ore fuori casa. Un cane così sveglio e così attaccato ai suoi, lasciato solo tutto il giorno, diventa un problema per lui e per i vicini.
Non è adatto a chi cerca un cane da appartamento silenzioso, e non è la prima scelta per chi è al primo cane: si può fare, ma serve qualcuno che ti dia una mano nei primi mesi.
Non è adatto a chi lo prende perché somiglia a un Bernese in piccolo. È il malinteso più comune su questa razza, e la delusione arriva puntuale: il tricolore è lo stesso, il carattere no.
Se invece cerchi un cane medio, robusto, sveglio, che ti segue in montagna e impara qualsiasi cosa gli insegni, l’Entlebucher è uno dei bovari più divertenti che esistano. Con l’unico svantaggio che trovarne uno, in Italia, richiede pazienza.

