Carattere e descrizione del Bouvier des Flandres
Quanto e grande, il pelo ruvido, i colori e il carattere calmo e riflessivo
Il Bouvier des Flandres è un cane da lavoro belga con una faccia che sembra scontenta e un carattere che lo standard definisce calmo e riflessivo. In questa pagina trovi quanto è grande, com’è fatto quel mantello ruvido, quali colori esistono e cosa vuol dire vivere con un cane che è stato selezionato per lavorare.
Sommario
Il Bouvier des Flandres in breve
Il Bouvier des Flandres, in italiano Bovaro delle Fiandre, è un cane da conduzione e da guardia belga e francese alto 62-68 centimetri nei maschi e 59-65 nelle femmine, per 27-40 chili. Il pelo è ruvido e abbondante, con barba e baffi, nei colori grigio, tigrato o carbonato. Lo standard lo descrive calmo e riflessivo, sensibile ma impavido. Vive 10-12 anni.
Quanto è grande un Bouvier des Flandres

I maschi misurano 62-68 centimetri al garrese, le femmine 59-65, con una tolleranza di un solo centimetro. Il peso va dai 27 chili di una femmina leggera ai 40 di un maschio.
Lo standard indica anche la taglia ideale, che è la media fra i due limiti: 65 centimetri per i maschi e 62 per le femmine.
La costruzione è riassunta in una parola tecnica e in una frase. La parola è sub-brachimorfo, cioè un cane con il corpo che sta quasi in un quadrato. La frase è che deve dare l’impressione di potenza, senza essere pesante, tanto che l’aspetto molossoide è un difetto grave.
Le proporzioni sono precise: la lunghezza del corpo è circa uguale all’altezza al garrese, e cranio e muso stanno come 3 a 2. C’è anche una misura che spiega da dove viene il fiato di questo cane: la distanza fra lo sterno e l’ultima costola deve essere circa sette decimi dell’altezza al garrese, cioè il torace è lunghissimo.
La testa sembra massiccia, e lo standard precisa una cosa da sapere: l’effetto è ancora più accentuato dalla barba e dai baffi, ma toccandola, si rivela ben cesellata. Sotto il pelo non c’è un molosso.
Sulla presentazione c’è una regola che dice molto della razza: il Bouvier va giudicato nella sua posizione naturale, senza contatto fisico con il presentatore. È un cane da lavoro, non una statua da mettere in posa.
Il pelo, la barba e i baffi del Bouvier des Flandres

Il mantello è molto abbondante e ha un compito preciso: fare da involucro protettivo contro le repentine variazioni climatiche delle Fiandre. Deve essere ruvido, secco e opaco, mai lanoso e mai arricciato.
La lunghezza è di circa 6 centimetri, né più né meno, con un pelo duro e stridente sulla parte alta del dorso: se lo accarezzi contropelo lo senti raspare.
Poi ci sono i due dettagli che rendono questa faccia inconfondibile. I baffi sul labbro superiore e una barba folta sul mento, che lo standard dice conferiscono quell’espressione burbera così caratteristica della razza. Sopra gli occhi, le sopracciglia hanno peli rialzati che accentuano le arcate senza mai coprire lo sguardo.
Sul piano pratico, questo pelo non perde molto, e questa è la buona notizia. La cattiva è che va lavorato: spazzolatura almeno due volte a settimana per non farlo infeltrire, pettine nei punti critici e una toelettatura ogni due o tre mesi, con la tecnica dello stripping se si vuole mantenere la tessitura ruvida.
La barba merita un capitolo a parte: raccoglie acqua, cibo e tutto quello che il cane trova. Chi vive con un Bouvier sa che dopo ogni bevuta arriva la carezza bagnata sul ginocchio.
Attenzione a un punto che sorprende: lo standard mette fra i difetti gravi il mantello gonfiato, brillante, troppo toelettato e la mancanza di peli sulla testa. Un Bouvier tosato a macchinetta come un barboncino non è più un Bouvier: la tosatura rasa, che molti proprietari scelgono per praticità, rovina la tessitura del pelo e toglie al cane il suo isolamento naturale.
Di che colore è un Bouvier des Flandres

I colori tipici sono tre: grigio, tigrato e carbonato. Il nero uniforme è ammesso ma, dice lo standard con eleganza, non preferito.
Il grigio è quello che si incontra più spesso, in tutte le gradazioni; il carbonato è il mantello con i peli neri distribuiti sul fondo, che dà quell’aspetto un po’ fumoso; il tigrato mostra le striature tipiche.
Una stella bianca al petto è tollerata: non è un difetto, e non è nemmeno un segno di scarsa purezza come qualcuno racconta.
L’elenco delle squalifiche sui colori invece è lungo e vale come guida antitruffa: marrone cioccolato, bianco, pepe e sale, i mantelli slavati e qualsiasi fulvo pallido dal chiaro al rosso. Se ti propongono un Bouvier des Flandres cioccolato come colore raro e pregiato, la risposta è che quel cane non potrebbe entrare in un ring.
Il pigmento è altrettanto rigido: tartufo sempre nero, palpebre nere senza la minima depigmentazione, unghie nere. Gli occhi vanno il più scuri possibile, e lo standard chiede di penalizzare fortemente gli occhi chiari.
Orecchie e coda: cosa cambia in Italia

Sullo standard del Bouvier trovi ancora descritte le orecchie tagliate e la coda tagliata. In Italia nessuna delle due cose è consentita, e questo cambia l’aspetto del cane che vedrai dal vivo.
Il testo FCI descrive le orecchie tagliate a triangolo, portate ben diritti, e subito dopo descrive quelle non tagliate: attaccate alte, sopra il livello degli occhi, con i padiglioni che ricadono verticalmente sulle guance. Il taglio delle orecchie in Italia è vietato, quindi i nostri Bouvier hanno tutti le orecchie integre, e non è un difetto.
Sulla coda vale lo stesso ragionamento, con una riga in più che è la parte interessante: alcuni cani nascono anuri ma per questo non possono essere penalizzati. Nascere senza coda, in questa razza, è normale.
Lo standard prevede il taglio della coda entro una settimana dalla nascita lasciando due o tre vertebre, ma chiude la questione con la frase che in Italia fa legge: nei paesi dove il taglio della coda è vietato, la coda intera è ammessa.
Quindi se qualcuno ti dice che un Bouvier con la coda lunga non è tipico, ha letto metà dello standard. E se ti offre un cucciolo con orecchie o coda tagliate, il problema non è estetico: è che in Italia quell’intervento è un reato.
Il carattere del Bouvier des Flandres
La descrizione dello standard è breve e va letta parola per parola: carattere calmo e riflessivo di un cane sensibile ma impavido, con uno sguardo vivace che rivela intelligenza, energia ed audacia.
Calmo e riflessivo è la parte che sorprende chi si aspetta un cane da guardia nervoso: il Bouvier valuta prima di reagire, e in casa è un cane tranquillo che si sdraia dove sei tu.
Sensibile è la parola più importante di tutte per chi lo vuole educare. Un cane sensibile registra il tono di voce, l’umore e le contraddizioni: con lui i metodi bruschi non servono e fanno danni.
Impavido è la ragione per cui questa razza è finita nelle forze di polizia. Non si spaventa e non si tira indietro, e quando decide che c’è un problema si mette in mezzo.
Poi c’è la frase che dice cosa vuole la FCI da questo cane: è essenziale che il Bovaro delle Fiandre conservi le sue attitudini al lavoro. Qualsiasi tratto che possa nuocere a queste ultime dovrà essere penalizzato. È una razza che si giudica anche per quello che sa fare, e chi la alleva bene lo sa.
Con la famiglia è attaccato e presente; con gli estranei è riservato e valuta; con i bambini di casa è di solito paziente, ma parliamo di un cane da quaranta chili che spinge senza rendersene conto.
Il difetto che lo standard vuole punito è quello opposto all’audacia: il cane pauroso è un difetto grave, e un soggetto aggressivo o eccessivamente timido viene squalificato. Un Bouvier che abbaia terrorizzato dietro il cancello non è tipico, è un cane sbagliato o gestito male.
Quanto vive un Bouvier des Flandres e di cosa si ammala
La vita media indicata dall’ente di razza americano è di 10-12 anni. Uno studio britannico del 2024 su oltre un milione di cani ha calcolato per la razza una media di 11,3 anni, contro i 12,7 della media dei cani di razza: è un cane grande, e i cani grandi vivono meno.
Il club americano della razza chiede quattro esami su tutti i riproduttori, e sono la lista della spesa da portare all’allevatore: anche, gomiti, esame cardiaco e visita oculistica. L’età minima è 18 mesi, e per cuore e occhi il club raccomanda di ripetere i controlli ogni due anni fino ad almeno gli otto anni di età.
Le tre patologie che quei test cercano sono la displasia dell’anca e del gomito, il glaucoma con le altre malattie oculari, e la stenosi subaortica, un restringimento congenito che costringe il cuore a lavorare contro un ostacolo.
Il glaucoma merita una nota pratica: è doloroso e può portare alla cecità in poche ore. Un occhio improvvisamente rosso, opaco e dolente in un Bouvier non è una congiuntivite da rimandare a domani, è un motivo per andare dal veterinario subito.
Poi ci sono i rischi legati alla mole. La torsione dello stomaco riguarda tutti i cani grandi con il torace profondo, e in questa razza il torace è profondo per standard: pasti divisi, riposo prima e dopo, e sapere in anticipo dove si trova la clinica aperta di notte.
L’ultimo punto vale in Italia più che in Belgio: il caldo. Un mantello doppio e impermeabile fatto per il Mare del Nord non è pensato per luglio in pianura padana, e la tosatura rasa non è la soluzione che sembra, perché toglie protezione anche dal sole.
A chi è adatto il Bouvier des Flandres

È un cane per chi cerca un cane da lavoro di taglia grande, con la calma di un cane riflessivo e la determinazione di un cane che non ha paura.
È adatto a chi ha spazio: casa con terreno, recinzione seria, e una vita all’aperto. Non tanto perché serva un giardino grande, quanto perché un cane da quaranta chili in due stanze è scomodo per tutti.
È adatto a chi vuole fare qualcosa insieme: IGP, mondioring, obedience, agility, ricerca. Il Bouvier è nato per lavorare e lo standard chiede che quelle attitudini si conservino.
È adatto a chi accetta la toelettatura come parte del pacchetto: spazzole, pettini, sedute dal toelettatore e barba bagnata sul divano.
Non è adatto a chi cerca un cane da appartamento in centro, che sale e scende le scale otto volte al giorno.
Non è adatto a chi ha poco tempo: un cane sensibile e attaccato ai suoi, lasciato solo tutto il giorno, diventa un cane frustrato che comincia a sorvegliare tutto quello che sente.
Non è adatto a chi vuole un cane sottomesso. Impavido significa anche che ha un’idea sua, e con lui serve autorevolezza senza durezza.
Se invece cerchi un cane grande, serio, riservato con gli estranei e devoto alla sua famiglia, che dietro la faccia burbera nasconde uno dei caratteri più equilibrati fra i cani da lavoro, il Bouvier des Flandres è una scelta eccellente. Con l’unico problema che in Italia, come vedrai, trovarne un cucciolo è diventato difficile.

