Allevamento del Bouvier des Flandres
Quanto costa un cucciolo, i tre allevamenti italiani e i numeri dell’ENCI
In Italia il Bouvier des Flandres è diventato una razza rara: tre allevamenti con affisso e, nel 2024, un solo cucciolo iscritto. In questa pagina trovi quanto costa, cosa chiedere a un allevatore e i numeri veri delle iscrizioni ENCI degli ultimi dieci anni.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Bouvier des Flandres

Un cucciolo con pedigree ENCI costa fra i 1.200 e i 1.800 euro. Il punto però non è il prezzo: è la disponibilità, che in Italia oggi è quasi zero.
Gli allevamenti con affisso dedicato sono tre, in Veneto, Toscana e Lombardia, e le cucciolate sono rare: mettersi in contatto e aspettare è la prassi. Chi non vuole aspettare guarda al Belgio, alla Francia e ai Paesi Bassi, dove i prezzi salgono un poco e si aggiunge il viaggio.
Sul mantenimento c’è una voce che in questa razza non si può togliere: la toelettatura. Servono una seduta ogni due o tre mesi e il lavoro settimanale a casa, altrimenti il pelo si infeltrisce e la barba diventa un problema.
Il resto è la spesa normale di un cane da 35-40 chili, fra i 90 e i 140 euro al mese, con la nota che vale per tutti i cani grandi: farmaci e anestesie si dosano a peso, quindi ogni cura costa più che in un cane piccolo.
Un avvertimento sugli annunci: con un solo cucciolo iscritto all’ENCI nel 2024, chi ti offre subito una cucciolata di Bouvier des Flandres in Italia va verificato. Chiedi il numero di iscrizione al libro genealogico, non la foto dei genitori.
Le domande da fare a un allevatore di Bouvier des Flandres
Le prime quattro le detta il club americano della razza, che chiede su tutti i riproduttori anche, gomiti, esame cardiaco e visita oculistica, con i test fatti a partire dai 18 mesi.
Sulle anche e i gomiti la risposta deve essere un referto con il grado, non un quanto stanno bene i miei cani. In un cane da quaranta chili la differenza si vede a otto anni.
Sul cuore la patologia da escludere è la stenosi subaortica: serve una visita cardiologica vera, con l’ecocardiografia se il veterinario la ritiene necessaria.
Sugli occhi il tema è il glaucoma: chiedi la visita oftalmologica dei genitori e, se l’allevatore è serio, saprà dirti anche cosa è emerso nelle generazioni precedenti. Il club raccomanda di ripetere i controlli ogni due anni fino ad almeno otto anni di età, quindi un allevatore attento ha una piccola storia clinica da mostrare.
La quinta domanda riguarda il carattere dei genitori, e va verificata di persona. Lo standard chiede un cane calmo e riflessivo, sensibile ma impavido, e mette fra i difetti gravi il cane pauroso: un riproduttore che si nasconde o che reagisce a tutto non è tipico.
La sesta riguarda l’attitudine al lavoro. Lo standard dice che è essenziale conservarla: un allevamento che porta i suoi cani in campo, in obedience o in IGP, sta selezionando anche la testa e non solo il pelo.
La settima riguarda orecchie e coda: in Italia tagliarle è vietato, e un cucciolo con orecchie o coda tagliate è un segnale d’allarme, non un dettaglio estetico.
E se compri all’estero, le regole di sempre: vedere cuccioli e madre di persona, niente spedizioni con corriere, pedigree, microchip e passaporto europeo in regola.
Il Bouvier des Flandres in Italia: i numeri dell’ENCI
In dieci anni, fra il 2015 e il 2024, l’ENCI ha registrato 192 cuccioli di Bouvier des Flandres. È una media di diciannove all’anno, ma la media qui racconta poco, perché l’andamento è irregolare e la coda è brutta.
Il 2016 è stata l’annata migliore con 43 iscrizioni; il 2017 è scesa a sei; e il 2024 si è chiuso con un solo cucciolo. Con tre soli affissi in tutta Italia, basta che un allevatore salti un anno perché i numeri crollino.
Questo ha una conseguenza pratica sulla consanguineità: quando le cucciolate sono così poche, la scelta dei riproduttori è ristretta e i buoni allevatori vanno a cercare sangue all’estero. È una domanda legittima da fare, e la risposta ti dice molto.
L’altra conseguenza è sul tempo. Chi vuole un Bouvier in Italia deve mettersi in lista, accettare di aspettare mesi e considerare seriamente l’idea di comprare in Belgio o nei Paesi Bassi, dove la razza ha ancora una base solida.
E c’è una cosa da dire a chi lo prende: sarà probabilmente l’unico Bouvier des Flandres del tuo quartiere. Ti chiederanno se è un incrocio con lo Schnauzer Gigante, e tu risponderai che no, è un bovaro delle Fiandre, e che nelle fattorie faceva girare la zangola del burro.

