Storia ed origine del Border Terrier
Il terrier del confine che doveva stare dietro ai cavalli
Il nome dice esattamente da dove viene: il border, il confine fra Inghilterra e Scozia. In questa pagina trovi qual era il suo lavoro, perché è costruito diversamente da tutti gli altri terrier e come sta andando in Italia, dove è una delle poche razze in crescita.
Sommario
Il cane dei cacciatori a cavallo

Il Border Terrier nasce sulle colline fra Inghilterra e Scozia per un compito molto preciso: accompagnare le mute e i cacciatori a cavallo durante la caccia alla volpe, e poi entrare in tana quando la volpe si rifugiava sottoterra.
Sono due lavori diversi in un cane solo, ed è per questo che il Border è costruito come nessun altro terrier. Per stare dietro ai cavalli servivano gambe lunghe e resistenza; per infilarsi in una tana serviva un torace stretto e comprimibile.
Lo standard riassume tutto questo in una riga che è rimasta lì dal 1987: essenzialmente un terrier da lavoro. Capace di seguire un cavallo.
Da quel mestiere viene anche il carattere. Un cane che lavora in mezzo a una muta e a dei cavalli non può essere un attaccabrighe: doveva essere socievole con gli altri cani, e lo è rimasto.
E ne viene anche la mancanza di esagerazioni: nessuno, in quelle valli, aveva interesse a un cane bello. Serviva un cane che funzionasse, e il Border Terrier di oggi è ancora quello.
Dal lavoro alle esposizioni, senza cambiare

Il riconoscimento ufficiale del Kennel Club britannico arriva nel 1920, relativamente tardi rispetto ad altri terrier. E qui c’è la parte interessante: il riconoscimento non ha cambiato il cane.
In molte razze l’ingresso nelle esposizioni ha portato a esagerare qualcosa: più pelo, più testa, più struttura. Nel Border Terrier questo non è successo, e chi confronta le foto di cento anni fa con i cani di oggi fatica a vedere differenze.
Il merito è anche dello standard, che è rimasto corto e funzionale: due righe sull’aspetto, sei parole sul carattere e una descrizione della testa in tre parole. Meno c’è scritto, meno c’è da esagerare.
In Gran Bretagna il Border è ancora oggi uno dei terrier più diffusi come cane di famiglia, proprio per quella combinazione di solidità e buon carattere che lo rende facile da vivere.
In Italia, invece, è rimasto per molto tempo una rarità, e solo negli ultimi anni ha cominciato a farsi conoscere.
Il Border Terrier oggi, in Italia
Qui c’è una notizia che nelle altre razze non capita quasi mai: il Border Terrier in Italia sta crescendo. Nel 2015 l’ENCI registrava 13 cuccioli in tutto l’anno; nel 2023 ne ha registrati 55.
Il totale del decennio è di 348 cuccioli, un numero piccolissimo che però quadruplica nella seconda metà del periodo. È il segno di una razza che si sta facendo conoscere, non di una moda: le mode fanno curve più ripide e poi crollano.
Gli allevamenti con affisso ENCI dedicati alla razza sono dieci, distribuiti in modo omogeneo: due ciascuno in Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Toscana e Veneto, uno in Lombardia e uno in Sardegna.
Con numeri così piccoli, la lista d’attesa è quasi garantita. Nella pagina dell’allevamento trovi i prezzi reali e le domande da fare.

