Allevamento del Bichon Frisé

Quanto costa un cucciolo, i dodici affissi italiani e cosa chiedere

Il Bichon Frisé in Italia è una razza ben rappresentata: 218 cuccioli iscritti nel 2024, 3.129 in dieci anni e dodici allevamenti con affisso ENCI. Qui trovi i prezzi, la mappa, le iscrizioni anno per anno e le domande da fare, comprese quelle sulla pelle.

Sommario

Quanto costa un cucciolo di Bichon Frisé

Primo piano del muso di un Bichon Frise con il tartufo nero

Un cucciolo con pedigree ENCI e genitori controllati costa fra i 1.000 e i 1.600 euro. È la forbice normale per un cane da compagnia allevato seriamente, e comprende molto più della carta: comprende come è cresciuto.

DovePrezzo indicativoCosa comprende
Allevamento con affisso ENCI1.000-1.600 euroPedigree, vaccinazioni, microchip, rotule e occhi dei genitori controllati
Annunci senza pedigreeanche 400-600 euroIn una razza da 218 cuccioli iscritti in un anno, il prezzo basso e quasi sempre un segnale
Attenzione ai cuccioli importatiprezzi da saldoCuccioli di razze da compagnia venduti troppo giovani e senza documenti veri

Come tutte le razze piccole e simpatiche, il Bichon è esposto al mercato dei cuccioli senza pedigree venduti a quattro o cinquecento euro, spesso importati e ceduti troppo presto. Il risparmio iniziale si paga quasi sempre dopo, in veterinario e in problemi di comportamento che nascono da un distacco precoce dalla madre.

I dodici allevamenti con affisso sono distribuiti soprattutto fra Lombardia e Lazio, con tre affissi ciascuna, poi Friuli Venezia Giulia con due e uno a testa in Emilia Romagna, Veneto, Sardegna e Calabria.

Le iscrizioni ENCI anno per anno

La curva è quella di una razza stabile che ha avuto una piccola onda: si sale dai 239 cuccioli del 2015 al picco di 432 nel 2021, poi si scende fino ai 218 del 2024, il valore più basso del decennio.

AnnoCuccioli iscritti in Italia
2015239
2016319
2017269
2018327
2019265
2020394
2021432 (il picco)
2022349
2023317
2024218

L’onda del 2020-2021 non è una sorpresa e riguarda quasi tutte le razze da compagnia: in quegli anni molte persone hanno preso un cane, e il rientro degli anni successivi è fisiologico. Per la razza è una buona notizia, perché le crescite rapide sono sempre quelle che attirano chi alleva per il mercato e non per passione.

Cosa chiedere all’allevatore

La lista sanitaria è corta perché il Bichon non ha grandi patologie ortopediche: un controllo delle rotule e una visita oculistica dei riproduttori. Quest’ultima conta più che in altre razze piccole, perché la cataratta giovanile qui è segnalata.

Poi c’è la domanda che su questa razza vale doppio, ed è quella che quasi nessuno fa: ci sono stati problemi di pelle in linea? Le allergie e la dermatite atopica sono il capitolo numero uno del Bichon, hanno una componente ereditaria e un allevatore che conosce i suoi cani lo sa benissimo. Una risposta vaga, qui, dice più di un certificato.

Per il resto valgono le domande di sempre, che in un cane da compagnia contano ancora di più: vedere la madre insieme ai cuccioli nel posto dove sono nati, capire che sono cresciuti in casa e non in un box, e verificare che non ti vengano ceduti prima delle otto settimane, che è il minimo di legge e anche il minimo di buon senso.

E una domanda pratica che ti risparmierà mesi di fatica: come gestite il mantello? Un allevatore che ti insegna a spazzolare e ti dice ogni quanto portarlo dal toelettatore ti sta dando l’informazione più utile del primo anno.