Addestramento ed educazione del Bichon Frisé
La solitudine, la pulizia in casa e la sindrome del cane piccolo
Il Bichon Frisé è facile da educare e viene spesso educato male, che sembra una contraddizione ma non lo è: quasi tutti i problemi di questa razza nascono dal fatto che è piccolo e grazioso, e certe cose gli vengono lasciate passare. Qui trovi come si imposta, il capitolo sulla solitudine e quello sulla pulizia in casa.
Sommario
Come si addestra un Bichon Frisé

È un cane intelligente e desideroso di piacere, e con il rinforzo positivo impara qualsiasi cosa in fretta. Non serve altro: con cinque chili di cane, le maniere forti non sono solo inutili, sono anche sproporzionate.
Il punto vero è un altro, e riguarda noi più che lui. Ai cani piccoli si perdona tutto: saltare addosso, abbaiare al citofono, tirare al guinzaglio, essere presi in braccio ogni volta che succede qualcosa. Sono comportamenti che in un cane da trenta chili nessuno tollererebbe, e che in un Bichon diventano abitudini in due settimane.
La regola pratica è semplice: trattalo come tratteresti un cane grande. Le stesse regole, la stessa coerenza, gli stessi tempi. Un Bichon educato così è uno dei cani più piacevoli con cui si possa vivere; uno viziato è un cane nervoso che decide lui quando si esce e quando si mangia.
Conviene aggiungere una cosa sul guinzaglio: prenderlo in braccio quando incontra un altro cane sembra protettivo, ma gli insegna che gli altri cani sono un pericolo. Se il tuo Bichon è socievole con tutti, come dice lo standard, lasciaglielo dimostrare.
La solitudine, il capitolo che decide tutto
Lo standard scrive che è molto attaccato al suo padrone e che è un cane che può essere portato ovunque. Sono due facce della stessa selezione: questo cane è nato per stare in mezzo alle persone, e sta male quando non ci sta.
L’ansia da separazione è il problema comportamentale più frequente della razza, e si manifesta con abbai continui, distruzioni vicino alla porta, pipì in casa nonostante il cane sia pulito. Non è dispetto ed è del tutto inutile sgridarlo al rientro: quando torni, il momento del panico è già passato da ore.
Si previene fin dal primo giorno, e si previene bene: assenze brevissime che si allungano poco alla volta, uscite e rientri senza cerimonie, un posto suo dove stare tranquillo e qualcosa da masticare mentre non ci sei. Se però le tue giornate prevedono dieci ore fuori casa, questo è il cane sbagliato: meglio saperlo prima.
La pulizia in casa e le uscite
I cani di taglia piccola hanno fama di essere difficili da rendere puliti, e in buona parte è colpa nostra: con una vescica piccola servono più uscite, non più rimproveri. Un cucciolo di Bichon va portato fuori dopo ogni pisolino, ogni pasto e ogni sessione di gioco.

Il metodo che funziona è sempre lo stesso: premiare fuori, subito e con entusiasmo, e ignorare gli incidenti in casa limitandosi a pulire senza commenti. Le traversine in casa sono comode ma allungano i tempi, perché insegnano che dentro casa si può.
Sul fronte movimento, non serve tantissimo: due o tre uscite al giorno con una buona camminata e un po’ di gioco bastano. È un cane vivace ma non atletico, e a differenza di un terrier non ha bisogno di sfogare istinti particolari.
Se vuoi fare qualcosa in più, questa razza è bravissima nei giochi di attivazione mentale e se la cava benissimo in rally obedience e nella nose work, che si può fare in salotto. È anche uno dei cani più usati nella pet therapy, e viste le sue caratteristiche non è un caso.

