Allevamento del Basset Artésien Normand

In Italia non c’è: un cane iscritto in dieci anni e nessun allevamento

Questa è la pagina più corta e più onesta del sito, perché su questa razza in Italia non c’è molto da raccontare: negli ultimi dieci anni l’ENCI ha registrato un solo Basset Artésien Normand, nel 2015, e gli allevamenti con affisso sono zero. Qui trovi cosa significa in pratica, dove si va a cercarlo, e cosa chiedere quando lo trovi.

Sommario

Un cane iscritto in dieci anni

Il dato non ha bisogno di una tabella, sta in una riga: dal 2015 al 2024, in tutta Italia, risulta iscritto al libro genealogico un esemplare di questa razza. Nessun allevatore ha un affisso per il Basset Artésien Normand, e questo vuol dire che non esiste una sola cucciolata italiana con pedigree da cui poter comprare.

Diciamolo come va detto: in Italia questa razza non c’è. Non è rara come l’Azawakh, che almeno ha tre allevamenti, e non è di nicchia come il Barbet, che ne ha uno. Semplicemente non è mai arrivata. La ragione è quasi certamente il cugino inglese: il Basset Hound è entrato nell’immaginario italiano attraverso film, pubblicità e fumetti, e ha occupato tutto lo spazio mentale disponibile per l’idea di cane basso con le orecchie lunghe.

Dove si trova

Basset Artésien Normand tricolore di profilo su un prato

La risposta è una sola: in Francia. Lì è una razza da caccia viva, con un club storico, allevatori che la selezionano sul lavoro e cucciolate regolari. Chi in Italia ne possiede uno, quasi sempre, è andato a prenderlo lì o in Belgio.

Le cose da mettere in conto sono quelle di ogni importazione: contatto con il club nazionale francese per farsi indicare gli allevatori in regola, lista d’attesa, viaggio, e la trafila burocratica del passaggio del pedigree all’ENCI una volta arrivato in Italia. Non è complicato, è solo lento, e chi lo fa di solito lo fa perché quella razza la voleva e non un’alternativa che le somigliasse.

Sui prezzi non esiste un riferimento italiano affidabile per una razza con un cane iscritto in dieci anni: in Francia siamo nella fascia normale dei segugi da caccia, che è più bassa di quella dei cani da compagnia di moda. Fatti dire il prezzo dall’allevatore e diffida di chi ti propone in Italia un cucciolo di una razza che qui non nasce.

Cosa chiedere quando lo trovi

La lista è quella di ogni segugio di piccola taglia, con due accenti particolari. Il primo è la schiena: chiedi se in linea ci sono stati casi di problemi vertebrali, perché in una razza condrodistrofica è la domanda che conta di più e un allevatore serio non si offende. Il secondo sono le orecchie: chiedi come gestiscono la pulizia e se hanno avuto soggetti con otiti croniche.

Per il resto valgono le regole di sempre: vedere la madre insieme ai cuccioli nel posto dove sono nati, chiedere il pedigree, informarsi su come sono cresciuti nelle prime otto settimane. E, trattandosi di una razza da caccia ancora selezionata sul lavoro, chiedere che uso fanno dei loro cani: un allevatore francese che caccia con i suoi bassetti ti dirà cose sul carattere della razza che nessuna scheda può darti.

Un’ultima parola pratica. Se ti sei innamorato di questa razza guardando le foto e la ricerca in Francia ti sembra troppo, ha senso chiedersi con onestà se quello che cerchi non sia un Basset Hound, che in Italia si trova senza problemi. Sono due cani diversi, e nella pagina sul carattere spieghiamo esattamente quanto: ma se la differenza che cercavi era solo estetica, tanto vale saperlo prima di organizzare un viaggio.