Carattere e descrizione dell’Alano
Misure, colori, carattere e salute del gigante tedesco
L’Alano è l’unica razza che lo standard ufficiale chiama per nome mitologico: l’Apollo tra tutte le razze. Ottanta centimetri e passa di cane, sei colori allevati in tre linee separate e un carattere che smentisce la mole: un gigante affettuoso, paziente e spesso convinto di essere un cane da grembo. Qui trovi le misure vere con il record del mondo, la guida ai colori con la genetica dell’arlecchino spiegata semplice, il carattere, la convivenza, e il capitolo salute che chi ama questa razza deve leggere due volte: perché l’Apollo ha un conto da pagare, e si chiama tempo.
Sommario
L’Alano in breve
Razza tedesca, unificata a Berlino nel 1878 dai discendenti dei cani da caccia al cinghiale delle corti: il nome danese è un equivoco settecentesco mai più corretto. È il gigante per antonomasia: almeno 80 centimetri al garrese per i maschi, 50-80 chili, e il Guinness del cane più alto mai misurato. Sei colori in tre linee allevate separate, dal fulvo di Scooby-Doo all’arlecchino icona. Il carattere è il suo capolavoro: amichevole, affettuoso e devoto, con un’alta resistenza alle provocazioni scritta nello standard. Il prezzo di tutto questo è una vita media di 8-10 anni: l’Apollo si gode intensamente, non a lungo.
Quanto è grande un Alano: altezza e peso

I numeri prima: lo standard chiede almeno 80 centimetri al garrese per i maschi, con un tetto a 90, e almeno 72 per le femmine. Sotto il minimo scatta la squalifica: qui la taglia non è un dettaglio, è la sostanza. Il peso reale va dai 50 agli 80 chili, e la query alano gigante ha una risposta tecnica: è già la taglia gigante, non esiste una versione maggiorata. Esiste però il record: il cane più alto mai misurato dal Guinness è un alano, Zeus, 111,8 centimetri al garrese.
La cosa che le misure non dicono: nonostante la mole, l’alano è un cane elegante. Lo standard insiste su nobiltà, armonia e una testa scolpita, mai grossolana: la differenza tra un alano e un semplice cane enorme sta tutta lì, e si vede anche da profani.
I colori del manto dell’Alano
L’arlecchino è il colore simbolo e la ricerca più frequente: fondo bianco puro con macchie nere strappate, come schizzi d’inchiostro. Dietro c’è la genetica più complessa della cinofilia, ed è il motivo per cui lo standard organizza i colori in tre linee allevate separate: fulvo col tigrato, arlecchino con merle e nero, e il blu per conto suo. Non è burocrazia: mescolare le linee produce colori squalificati e, nel caso peggiore, problemi seri.

Il caso peggiore merita due righe chiare: accoppiare due portatori del gene merle, e l’arlecchino lo è, può produrre cuccioli doppio merle, spesso bianchi e con sordità o cecità: lo standard squalifica i cosiddetti porcellana e, infatti, anche i soggetti ciechi o sordi. È il motivo per cui l’arlecchino si compra solo da chi la genetica la mastica. Il merle, intanto, si è preso la sua rivincita: fuorilegge per un secolo, dal 2018 è nello standard, e in Italia nel 2024 ne sono nati 84.
Alano blu, alano nero e alano fulvo

Il blu acciaio è la terza linea, la più piccola e la più riconoscibile: mantello grigio-azzurro uniforme e tartufo antracite, che qui è da standard e non un difetto. Il nero è il colore più diffuso in Italia, 251 iscrizioni nel 2024, e comprende i Mantel, i soggetti col mantello nero e muso, petto e arti bianchi, alla Scooby inverso. E il fulvo con la maschera nera, cioè Scooby-Doo in persona, è ormai una rarità da noi: 54 nati in un anno.
Il carattere dell’Alano
Lo standard usa parole che sembrano scritte da un innamorato: amichevole, affettuoso e devoto ai suoi, eventualmente riservato con gli estranei, e soprattutto dotato di alta resistenza alle provocazioni, con il comportamento socialmente accettabile dichiarato di primaria importanza. Tradotto: un cane costruito, anche caratterialmente, per convivere. L’alano tipico è un pacifista di professione: osserva, tollera, si sposta. Il suo strumento di deterrenza è la stazza, e lo sa.
In casa è celebre per due specialità: credersi un cane da grembo, con tentativi quotidiani di sedersi su di te per intero, e la gestione strategica del divano, che a 75 chili non è una trattativa, è un’occupazione. È un cane che vive di vicinanza: la solitudine prolungata lo spegne, e un alano triste è uno spettacolo che nessuno vuole vedere. Aggiungi il tributo quotidiano di bava, che con quelle labbra fa parte del pacchetto, e hai il quadro onesto: un coinquilino enorme, mite e leggermente umido.
L’Alano con i bambini e con gli altri cani
Con i bambini l’alano ha una reputazione dorata e meritata: paziente, protettivo, quasi materno. Il rischio non è mai l’intenzione, è la fisica: una coda felice a quell’altezza spazza tavolini e bambini piccoli con la stessa serenità. Supervisione e spazi organizzati bastano. Con gli altri cani è in genere tollerante, da vero gigante che non deve dimostrare nulla: l’attenzione va semmai al gioco con i cani piccoli, dove la differenza di mole chiede un arbitro.

E poi c’è il segreto meno noto del gigante: è freddoloso. Pelo cortissimo, niente sottopelo, poco grasso: d’inverno l’alano patisce, e il cane della foto non è vestito per moda. Cuccia imbottita lontano dalle correnti e cappotto nei mesi freddi sono attrezzatura tecnica, non vezzi: chi ride del cappotto di un alano non ha mai visto un alano tremare.
Quanto vive un Alano e di cosa si ammala
È la domanda con 371 ricerche al mese e merita una risposta senza anestesia: un alano vive in media 8-10 anni. Qualcuno arriva a 12, qualcuno si ferma prima. È il patto della taglia gigante, e chi entra in questa razza deve firmarlo consapevolmente: anni meno numerosi, ma di un’intensità che i proprietari di alani descrivono tutti allo stesso modo.
I tre nemici hanno nome e strategia. Il primo è la torsione di stomaco, e qui l’alano è la razza più a rischio in assoluto: le stime parlano di circa un alano su tre nel corso della vita. La differenza tra tragedia e spavento sta nella preparazione: pasti divisi, riposo dopo mangiato, e la capacità di riconoscere l’emergenza, addome che si gonfia, conati a vuoto, irrequietezza, e partire subito: operati in tempo, quattro su cinque ce la fanno. La gastropessi preventiva è una conversazione da fare col veterinario, spesso in sede di sterilizzazione.
Il secondo è il cuore: la cardiomiopatia dilatativa è la seconda causa di morte prematura, e il controllo ecocardiografico annuale in età adulta è l’unico radar. Il terzo è l’osteosarcoma, il tumore osseo dei giganti: lo studio VetCompass del 2023 assegna all’alano un rischio 34 volte superiore ai meticci. Non si previene: si intercetta, radiografando ogni zoppia che non passa invece di aspettarla.
A chi è adatto l’Alano (e cos’è l’Alano spagnolo)
L’alano è adatto a chi ha lo spazio, il budget e la voglia di condividere la casa con un adulto in più: mite, gestibile, sorprendentemente adatto anche alla vita in casa perché il suo sport preferito è il riposo di qualità. Va benissimo in famiglia, regge la città se le uscite sono buone, e per chi accetta il patto degli anni è uno dei rapporti più intensi che la cinofilia offra.
Non è adatto a chi cerca un compagno di jogging, a chi vive in un monolocale al quarto piano senza ascensore, a chi non può sostenere le spese di un settantachili, veterinario compreso, e a chi non regge l’idea del capitolo salute. Ultima precisazione da cento ricerche al mese: l’alano spagnolo è un’altra razza, l’Alano Español, cane da presa iberico di taglia ben più piccola. Stesso nome, storia diversa: qui abbiamo parlato del tedesco.

