Martedì 29 settembre il consiglio comunale di Rivalta di Torino ha approvato all’unanimità una modifica al regolamento del cimitero. Il giorno dopo ha fatto lo stesso Cuorgnè, nel Canavese. Da quando la delibera sarà pubblicata, in entrambi i paesi le ceneri di un cane o di un gatto potranno essere messe nella tomba o nel loculo del padrone. In Piemonte lo permette una legge regionale del 2024, in Lombardia si può dal 2022, ma la legge da sola non basta: ogni Comune deve scriverlo nel suo regolamento. È per questo che le notizie arrivano una alla volta. Secondo la federazione delle imprese funebri, i Comuni che lo consentono sono ormai centinaia.
Aggiornamento del 7 ottobre 2026: anche Venezia ha scritto le sue regole, con una strada diversa da quella piemontese. L’urna resta fuori dal loculo, nella lapide o all’esterno della lastra, e il Comune ha fatto da solo, senza una legge regionale. Come funziona a Venezia e cosa cambia rispetto al Piemonte.
Cosa hanno deciso Rivalta e Cuorgnè?
A Rivalta la modifica riguarda l’articolo 46 del regolamento di polizia mortuaria, quello che dice chi e che cosa può stare in una sepoltura. Ha avuto il parere favorevole del servizio di igiene pubblica dell’ASL. Le regole sono quattro e sono le stesse che si trovano negli altri Comuni piemontesi, come spiega TorinoToday: il cane deve essere cremato in un impianto autorizzato, le ceneri vanno in un’urna sigillata e separata da quella del padrone, la domanda la fa il proprietario o, dopo la sua morte, gli eredi, e le ceneri entrano solo in una tomba già occupata. Sulla lapide si può mettere anche la foto dell’animale, ma solo insieme a quella del padrone.
«Molti rivaltesi hanno un rapporto speciale con i loro animali e Rivalta risponde alle istanze pervenute nel corso degli ultimi anni», ha detto il sindaco Sergio Muro all’Eco del Chisone. Pochi mesi fa il Comune aveva aperto nel parco del Sangone il Ponte dell’Arcobaleno, un angolo dove si lasciano foto e medagliette degli animali morti. A Cuorgnè la regola è appena più larga: le ceneri possono andare nel loculo del proprietario ma anche in quello di un altro familiare, come riporta Torino Cronaca. Prima di loro avevano cambiato il regolamento Ciriè, che nel 2025 è stato il primo, Santena, Nichelino e Venaria Reale.
Cosa dice la legge sulle ceneri degli animali nei cimiteri?
Una legge nazionale non c’è. Il regolamento di polizia mortuaria che vale in tutta Italia è del 1990 e parla solo di persone. Per gli animali si sono mosse le Regioni. In Piemonte la norma è l’articolo 21 della legge regionale 16 del 2024 sugli animali d’affezione, che dice così: le ceneri possono andare «nella tomba o nel loculo del padrone o di altro soggetto o nella tomba di famiglia», dopo la cremazione e in un’urna separata, su richiesta o per volontà del defunto o dei suoi eredi. Le spese sono di chi lo chiede. La tariffa la decide il Comune del cimitero.
In Lombardia la regola c’è dal giugno 2022: anche lì ceneri in una teca separata, con la presenza dell’animale annotata nei registri del cimitero. Nelle altre Regioni bisogna guardare cosa dice la legge regionale e poi il regolamento del proprio Comune, perché è lì che si decide se la cosa si può fare.
Come si fa a mettere le ceneri del cane nella tomba del padrone?
La regola della tomba già occupata è quella che conta di più nella pratica, perché di solito il cane muore prima del padrone. Funziona così: il cane viene cremato, le ceneri restano in casa in un’urna anche per molti anni. Quando muore il padrone, gli eredi chiedono al Comune di metterle accanto a lui. Chi lo desidera fa bene a lasciarlo scritto, o almeno a dirlo ai familiari, perché sono loro a dover fare la domanda.
Per i costi, Alessandro Bosi, segretario nazionale della Feniof, la federazione delle imprese di onoranze funebri, ha spiegato a QN che i cimiteri applicano la tariffa di apertura e chiusura della tomba, «sui 200 euro». La cremazione del cane si paga a parte e dipende dalla taglia e dall’impianto. Bosi dice anche che i cimiteri per soli animali sono sempre meno, perché costano molto da mantenere e occupano spazio, mentre un’urna in una tomba che esiste già non costa quasi niente al Comune.
Chi vuole saperne di più per il suo paese deve chiedere all’ufficio cimiteriale o allo stato civile del Comune dove c’è la tomba di famiglia. Se il regolamento non lo prevede ancora, si può chiedere al Comune di cambiarlo: a Rivalta il sindaco ha detto che la modifica è arrivata proprio dalle richieste dei cittadini.
Fonti: L’Eco del Chisone e TorinoToday per la delibera di Rivalta del 29 settembre 2026; Torino Cronaca per Cuorgnè; Quotidiano Nazionale del 1° ottobre 2026 per l’intervista ad Alessandro Bosi; legge regionale del Piemonte 9 aprile 2024 n. 16, articolo 21.





