Da giovedì 1° ottobre a Washington chi affitta un appartamento e accetta gli animali non può più escludere un cane perché è di una certa razza, perché pesa troppo o perché è grande. Fino a ieri molti contratti di affitto della capitale americana escludevano i pit bull o i cani oltre un certo peso. Chi aveva un rottweiler o un pastore tedesco si sentiva rispondere di no prima ancora di mostrare il cane. Come ha raccontato WUSA9, è l’ultima parte della legge chiamata Roscoe’s Law a entrare in vigore. Non obbliga nessuno ad accettare animali: chi li vieta tutti può continuare a farlo.
Cosa prevede la legge di Roscoe?
Il nome viene da Roscoe, il cane adottato da un canile del consigliere comunale Robert White, che ha proposto la legge e l’ha dedicata a lui dopo la sua morte. Il testo ufficiale si chiama Pets in Housing Amendment Act of 2024, è passato all’unanimità nel Consiglio del Distretto di Columbia e, siccome a Washington il Congresso può bloccare le leggi della città, è diventato definitivo il 26 marzo 2025, quando è finito il periodo di revisione. «I nostri animali sono la nostra famiglia», ha detto White, «ma spesso le spese esagerate per gli animali e i limiti di razza mettono la casa fuori portata».
La legge è entrata in vigore in due tempi. La prima parte, dal 1° ottobre 2025, ha messo un tetto ai soldi: prima i proprietari potevano chiedere cauzioni alte, una quota fissa non rimborsabile e un canone mensile in più per ogni animale.
Quali razze venivano escluse dagli affitti?
Le razze escluse più spesso, secondo WUSA9, sono una dozzina: pit bull, pastore tedesco, akita, rottweiler, boxer, dobermann, mastini, alaskan malamute, cane corso, husky, chow chow e alano. Quasi mai l’elenco nasce da una legge. Nasce dalle polizze dei proprietari di casa, che negli Stati Uniti spesso escludono o fanno pagare di più chi affitta a una persona con un cane di quelle razze, e dai regolamenti dei complessi residenziali.
Le associazioni che hanno sostenuto la legge, come Humane World for Animals, citano i loro sondaggi: il 72 per cento di chi vive in affitto dice di aver faticato a trovare una casa che accettasse il suo animale. Il 59 per cento ha trovato solo case troppo care. I problemi con la casa sono fra i primi motivi per cui una famiglia lascia il cane in canile. È proprio questo che la legge vuole ridurre.
Cosa resta da chiarire?
La parte nuova ha un limite che gli stessi avvocati di Washington fanno notare. La legge vieta al proprietario di escludere il cane per razza, ma non dice niente all’assicurazione che copre l’edificio. Alfredo Vásquez, avvocato che segue i proprietari, ha spiegato a WUSA9 che per capire come verrà applicata ci vorrà tempo e si è chiesto se una compagnia potrà ancora chiedere condizioni diverse per chi ha uno yorkshire e per chi ha un dobermann. Restano da chiarire anche i regolamenti dei condomini e delle associazioni di proprietari, che a volte vietano certe razze per conto loro.
Non è la prima volta che succede negli Stati Uniti. La vicina contea di Prince George’s, in Maryland, nel 2025 ha tolto il divieto dei pit bull che durava da ventisette anni. Nel Regno Unito la strada è stata quella opposta. I cani vietati sono rimasti senza la polizza obbligatoria perché l’unica compagnia che la vendeva ha smesso di farlo.
In Italia si può rifiutare un inquilino con il cane?
Il proprietario di casa sì, il condominio no. Il regolamento di condominio non può vietare gli animali domestici: lo dice l’articolo 1138 del codice civile dal 2013, dopo la riforma del condominio. Il contratto di affitto, invece, è un accordo fra due persone. Il proprietario può scriverci che non vuole animali, oppure che ne accetta solo di piccoli. Nessuna legge italiana impedisce di escludere un cane per razza o per peso in un contratto di affitto. La scelta resta a chi dà la casa.
Fonti: WUSA9 per l’entrata in vigore del 1° ottobre 2026 e le razze escluse più spesso; Best Friends Animal Society per l’approvazione del Congresso e le parole di Robert White; Humane World for Animals per i contenuti della legge e i sondaggi; articolo 1138 del codice civile come modificato dalla legge 11 dicembre 2012 n. 220.





