Il 27 marzo 1966 un meticcio bianco e nero di nome Pickles uscì di casa con il padrone in una strada a sud di Londra e si fermò su un pacco avvolto in un giornale, lasciato per terra vicino a un’auto. Dentro c’era la coppa Jules Rimet, il trofeo che si assegnava ai mondiali di calcio, sparito sette giorni prima da una teca sorvegliata in centro a Londra.

Il torneo sarebbe cominciato in Inghilterra a luglio e la federazione inglese aveva già passato una settimana a trattare con un ricattatore. La coppa tornò a casa per merito di un cane che non stava cercando niente.

NomePickles
RazzaMeticcio; le fonti lo descrivono come un incrocio di collie
Nato1962 o 1963: la targa posata in strada riporta tutti e due gli anni
PadroneDavid Corbett, lavorava sulle chiatte del Tamigi
Cosa trovòLa coppa Jules Rimet, rubata il 20 marzo 1966
QuandoDomenica 27 marzo 1966
DoveBeulah Hill, a Upper Norwood, sud di Londra
Ricompensa al padroneCirca 5.000 sterline
MortoIl 1° gennaio 1967, nove mesi dopo il ritrovamento

Come sparì la coppa del mondo

La coppa era arrivata alla federazione inglese a gennaio del 1966 e dal 19 marzo stava a Westminster Central Hall, a Londra, dentro una mostra di francobolli. La sorvegliavano agenti in divisa e in borghese, era assicurata per 30.000 sterline, anche se il valore dichiarato era 3.000. Il 20 marzo, verso mezzogiorno e dieci, le guardie si accorsero che la teca era stata forzata dal retro.

Il giorno dopo il presidente della federazione, Joe Mears, ricevette una telefonata anonima e poi la richiesta di riscatto: 15.000 sterline. La polizia preparò un pacco con i soldi veri soltanto sopra e sotto e lo portò a Battersea Park il 24 marzo. L’ispettore Charles Buggy inseguì e arrestò l’uomo che al telefono si era presentato come Jackson: si chiamava Edward Betchley, aveva precedenti e si prese due anni. La coppa, però, non ce l’aveva.

Cosa successe quella domenica mattina

Corbett era uscito per andare alla cabina del telefono e aveva portato con sé il cane. Pickles si fermò su un pacco legato con lo spago, avvolto in un giornale. Le fonti non raccontano allo stesso modo il punto esatto, se accanto alla ruota anteriore di un’auto parcheggiata o sotto una siepe, ma sulla strada vanno d’accordo tutte: Beulah Hill.

Targa circolare azzurra su un muro di pietra chiara con la scritta Pickles The Dog, gli anni 1962 or 1963-1967 e la frase sul ritrovamento della coppa Jules Rimet
La targa posata in Beulah Hill, nel punto del ritrovamento. Scrive «1962 or 1963-1967», perché l’anno di nascita di Pickles non è mai stato stabilito. Foto di Mpilcher84, licenza CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons.

Corbett ha raccontato più volte quello che pensò in quel momento: «Erano gli anni in cui l’IRA era in attività, quindi credevo fosse una bomba. L’ho posato. L’ho ripreso e l’ho posato di nuovo. Poi ha vinto la curiosità: ho strappato un pezzo di carta in fondo e ho visto un disco liscio. Ho strappato ancora e c’era scritto Brasile, Germania, Uruguay. Sono corso dentro e ho detto a mia moglie: credo di aver trovato la coppa del mondo».

Al commissariato di Cannon Row la coppa venne riconosciuta come quella vera, e per qualche ora Corbett diventò il sospettato numero uno: il posto e il momento sembravano troppo comodi. Lo scagionarono in fretta. Il 18 aprile la polizia restituì il trofeo alla federazione, in tempo per il torneo.

La medaglia, il banchetto e le 5.000 sterline

A Pickles arrivarono la medaglia d’argento della National Canine Defence League, che oggi si chiama Dogs Trust, il titolo di cane dell’anno e un anno di cibo offerto dalla Spillers. Ebbe anche una particina in un film comico di quello stesso 1966, The Spy with a Cold Nose, e passò dagli studi della trasmissione per ragazzi Blue Peter. Il 30 luglio l’Inghilterra vinse la finale per 4-2 e al banchetto della sera il cane era invitato.

Sulla ricompensa le fonti danno numeri diversi: circa 5.000 sterline al padrone nelle ricostruzioni sul cane, 6.000 complessive in quella sul furto, dove i premi messi in palio erano più di uno. Con quei soldi Corbett comprò una casa a Lingfield, nel Surrey, e ci si trasferì nel 1967.

Come morì Pickles

Morì il 1° gennaio 1967, pochi mesi dopo il trasloco. Stava inseguendo un gatto nel giardino della casa nuova quando il guinzaglio che aveva addosso si impigliò nel ramo di un albero: il collare era di quelli a strangolo, che si stringono da soli quando il cane tira, e il cane rimase soffocato. Corbett lo seppellì in fondo al giardino. Il collare sta in una teca del National Football Museum di Manchester, e in Beulah Hill una targa azzurra segna il punto del ritrovamento.

La coppa Jules Rimet gli sopravvisse di quasi diciassette anni. Il Brasile se la tenne per sempre dopo il mondiale del 1970 e il 19 dicembre 1983 gliela rubarono dalla sede della federazione, a Rio de Janeiro. Quella volta non l’ha ritrovata nessuno: gira da allora la storia che sia stata fusa in lingotti, ma l’uomo accusato di averlo fatto ha sempre negato e le analisi non hanno confermato niente.

Il comportamento lo deve vedere un esperto

Per capire perché un cane si comporta in un certo modo bisogna osservarlo dove vive, con chi vive e nel momento in cui il problema succede: è il lavoro di un educatore o istruttore cinofilo qualificato, e si fa a casa vostra. In rete dello stesso comportamento trovi venti spiegazioni diverse, e nessuna è stata scritta per il tuo cane. Se in ballo ci sono ansia, paure o aggressività, la figura giusta è il medico veterinario esperto in comportamento: è un medico, quindi può prima di tutto escludere una causa fisica.

Domande frequenti

Come si chiamava il cane che ritrovò la coppa del mondo?

Si chiamava Pickles. La trovò domenica 27 marzo 1966 in Beulah Hill, a sud di Londra, sette giorni dopo il furto, mentre usciva col padrone David Corbett.

Che razza era Pickles?

Un meticcio: le cronache dell’epoca lo descrivono come un incrocio di collie. Del suo anno di nascita non c’è certezza, la targa posata in strada riporta sia il 1962 sia il 1963.

Anton, autore di dogseteraScritto daAnton S.Pubblicato il 18 settembre 2026Vivo coi cani da sempre e su Dogsetera racconto razze, sport cinofili e vita quotidiana a sei zampe, senza fuffa.