Carattere e descrizione dello Schnauzer Gigante
Aspetto, colori del manto e temperamento: il ritratto completo della razza
Lo Schnauzer Gigante è quello che lo standard chiama l’immagine ingrandita e rafforzata dello Schnauzer: quaranta chili di cane da lavoro con la barba. In questa pagina trovi quanto è grande, i colori ammessi con i numeri veri di quanti ne nascono in Italia, il carattere descritto dallo standard e i due problemi di salute che riguardano proprio lui.
Sommario
Lo Schnauzer Gigante in breve
Lo Schnauzer Gigante, in tedesco Riesenschnauzer, è un cane da utilità tedesco di 60-70 centimetri per 35-47 chili. Lo standard lo definisce l’immagine ingrandita e rafforzata dello Schnauzer, con carattere buono ed equilibrato e incorruttibile fedeltà al suo padrone. Pelo duro con barba e sopracciglia, colori nero, pepe e sale e dal 2021 anche nero argento. Vive 10-12 anni.
Quanto è grande uno Schnauzer Gigante

Le misure sono 60-70 centimetri al garrese e 35-47 chili, uguali per maschi e femmine. Non è il cane più alto che ci sia, ma è compatto e pieno: lo standard lo vuole più raccolto che slanciato, inscrivibile in un quadrato.
La definizione ufficiale è una delle più chiare della cinofilia: è l’immagine ingrandita e rafforzata dello Schnauzer, e lo standard aggiunge che è un cane adatto all’attacco ed alla difesa e che incute rispetto. Non è una descrizione decorativa: quaranta chili di cane nero con quella testa fanno effetto.
Sulla taglia c’è una scala di penalità che dice quanto la razza ci tenga: fuori dai limiti di due centimetri è un difetto, fra due e quattro è un difetto grave, e oltre quattro centimetri il cane viene squalificato.
Anche qui va detto forte, perché la confusione è enorme: gigante, medio e nano non sono la stessa razza in tre taglie. Sono tre razze diverse con tre standard FCI separati, il 181, il 182 e il 183, e con tre storie diverse alle spalle.
I colori dello Schnauzer Gigante
Fino a pochi anni fa i colori erano due: nero monocolore con sottopelo nero e pepe e sale. Poi, con la revisione dello standard del 2021, è stata aggiunta una terza varietà: il nero argento.
Nel nero argento le macchie chiare devono stare sopra gli occhi, sulle guance, sulla barba, alla gola, sul petto in due triangoli separati, sui metacarpi, sui piedi, all’interno degli arti posteriori e intorno all’ano. La fronte, il collo e i lati esterni delle orecchie devono restare neri.
In Italia i numeri raccontano una storia netta, perché l’ENCI registra le varietà separatamente. Negli ultimi dieci anni sono nati 2.722 neri e appena 251 pepe e sale: il nero è il 91% della razza. Il nero argento compare una volta sola, proprio nel 2021, l’anno in cui è entrato nello standard.
In tutte le varietà lo standard chiede la maschera scura, e boccia le macchie decisamente chiare su testa, petto e arti.
Il pelo, la barba e la toelettatura
Il pelo è quello di tutti gli schnauzer, solo che qui ce n’è molto di più: ispido, duro e ben folto, con un sottopelo fitto e un pelo di copertura ruvido che non deve essere né crespo né ondulato.

Le due firme della famiglia sono scritte anche qui: la barba non troppo morbida sul muso e le sopracciglia cespugliose che nascondono leggermente gli occhi. Sono loro a dare quell’espressione severa che fa parte del tipo.
Sul piano pratico significa toelettatura regolare, e su un cane di quaranta chili è un lavoro vero. Le strade sono le solite due: lo stripping, che mantiene il pelo duro e il colore intenso, o la tosatura, più rapida ma che con il tempo ammorbidisce il mantello e sbiadisce il nero.
Il ritmo tipico è ogni due mesi, con spazzolate frequenti nel mezzo, e la barba va pulita spesso perché raccoglie acqua e cibo. In compenso lo Schnauzer Gigante perde poco pelo in casa, che per un cane di questa taglia non è poco.
Il carattere dello Schnauzer Gigante

Lo standard è insolitamente generoso di aggettivi, e ha senso leggerlo per intero: carattere buono ed equilibrato e incorruttibile fedeltà al suo padrone, con sensi molto sviluppati, intelligenza, attitudine ad essere addestrato, forza, tenacia, rapidità e resistenza alle intemperie ed alle malattie.
Quella parola, incorruttibile, dice quasi tutto: è un cane che sceglie la sua famiglia e non cambia idea. Con gli estranei non è aggressivo ma è distaccato, e se qualcosa non gli torna si mette in mezzo senza esitare. Lo standard lo definisce esplicitamente un cane adatto all’attacco e alla difesa.
In casa, con i suoi, è tutt’altra cosa: affettuoso, giocherellone anche da adulto, con la tendenza a stare addosso alle persone. È anche un cane vocale come tutti gli schnauzer, anche se meno del nano.
La caratteristica che chi ci lavora nomina sempre è la tenacia. Non molla: né un esercizio, né un gioco, né una discussione. Questo lo rende straordinario nello sport e difficile per chi non ha esperienza, perché un cane da quaranta chili che insiste va gestito con calma e coerenza.
È intelligentissimo e va tenuto occupato. Uno Schnauzer Gigante annoiato non diventa distruttivo per capriccio: diventa un cane che si inventa un lavoro, e in genere è un lavoro rumoroso.
Con i bambini di famiglia è buono e paziente, ma la mole e l’esuberanza vanno considerate. E come tutti i cani da difesa, chiede una socializzazione seria nei primi mesi: lo standard mette il soggetto aggressivo e quello eccessivamente timido fra i difetti da squalifica.
Quanto vive uno Schnauzer Gigante e di cosa si ammala
Vive 10-12 anni, che per un cane di quaranta chili è una buona media. Lo standard, infatti, elenca fra le sue qualità la resistenza alle intemperie e alle malattie. Ma ci sono due capitoli che riguardano proprio questa razza e che vanno conosciuti.

Il primo è il malassorbimento della vitamina B12, una sindrome ereditaria che in medicina veterinaria viene chiamata proprio tipo Schnauzer Gigante. Il cucciolo non assorbe la cobalamina, e i segni compaiono già a otto settimane: non cresce, non mangia, è apatico.
La buona notizia è doppia: si tratta, con iniezioni di B12 per tutta la vita, e soprattutto si previene, perché è recessiva ed esiste il test del DNA. È la prima domanda da fare a un allevatore.
Il secondo è il carcinoma squamocellulare delle dita, quello che gli allevatori chiamano il tumore delle unghie. È più frequente nei cani a mantello nero e lo Schnauzer Gigante è fra le razze più colpite. Si presenta come una zoppia, un dito gonfio o un’unghia che cade senza traumi, e nelle casistiche circa un caso su cinque dà metastasi.
Detta così fa paura, ma la conclusione pratica è semplice e utile: guarda le zampe del tuo cane. Un dito che sanguina o un’unghia che si stacca da sola non sono un incidente, sono un motivo per andare dal veterinario in settimana.
Il resto è quello dei cani grandi: displasia di anca e gomito, torsione dello stomaco e l’ipotiroidismo, che in questa razza è frequente e si diagnostica con un semplice esame del sangue.
A chi è adatto lo Schnauzer Gigante
È adatto a chi vuole un cane da lavoro e ha intenzione di farlo lavorare. Non importa che sia utilità e difesa, obedience, agility o ricerca: quello che conta è che abbia un impegno regolare. Questa razza dà il meglio quando ha un compito.
È adatto a chi ha esperienza. Non è un primo cane, e non lo diciamo per snobismo: quaranta chili di cane tenace, intelligente e con attitudine alla difesa chiedono una gestione competente fin dal cucciolo.
È adatto a chi vuole un cane da guardia vero che però viva in famiglia, e a chi non ha problemi con la toelettatura ogni due mesi e con un mantenimento da cane grande.
Non è adatto a chi passa tutto il giorno fuori casa, a chi cerca un cane tranquillo da appartamento, a chi non ha voglia di frequentare un campo di addestramento. E non è adatto a chi si aspetta un cane accogliente con chiunque suoni il campanello: non lo sarà mai.
Se invece cerchi un compagno serio, fedele fino all’ostinazione, con cui costruire qualcosa negli anni, lo Schnauzer Gigante è uno dei cani più completi che ci siano. Come sempre, la scelta dell’allevamento conta più di tutto: genitori radiografati, testati per la B12 e con un carattere che ti convince.




