Addestramento ed educazione del Weimaraner
Facile da addestrare, difficile da stancare: naso, energia e solitudine
Lo standard del Weimaraner lo definisce facile da addestrare, ed è vero. Il problema di questa razza non è mai l’obbedienza: è l’energia e la solitudine. Qui trovi come si imposta, come si usa quel naso e come si lavora sull’ansia da separazione.
Sommario
Come si addestra un Weimaraner

Facile da addestrare è testuale, e chi ha avuto un Weimaraner lo conferma: impara in fretta, vuole collaborare e tiene lo sguardo su di te. È uno dei cani da caccia più orientati all’uomo, e questo rende il lavoro piacevole.
Serve però il rinforzo positivo e nient’altro. È un cane sensibile, e i metodi duri con lui non producono obbedienza ma insicurezza: un Weimaraner trattato bruscamente diventa un cane che si blocca, e recuperarlo è lungo.
Le priorità sono due. La prima è il richiamo, che in un cane da caccia con questo naso va costruito presto, con premi altissimi e in contesti via via più difficili. La seconda è l’autocontrollo: un cane grande, atletico ed entusiasta che non ha imparato ad aspettare è ingestibile al guinzaglio.
Va messo in conto anche il calendario: il Weimaraner matura tardi e resta un adolescente esuberante per un paio d’anni.
Il lavoro sulla solitudine, che va fatto dal primo giorno
Questa è la parte più importante dell’educazione di un Weimaraner, e va cominciata il giorno in cui il cucciolo arriva a casa. Non quando comincia il problema: prima.
Il metodo è semplice e richiede solo costanza. Assenze brevissime, anche di un minuto, che si allungano poco alla volta. Uscite e rientri senza cerimonie: né saluti drammatici né feste al ritorno, perché entrambe caricano di significato il momento del distacco. Un posto suo, tranquillo, dove abbia imparato a stare bene anche quando tu sei in casa.
Aggiungi qualcosa da fare mentre non ci sei: un gioco da riempire, un osso masticabile, qualcosa che renda il momento in cui esci un momento positivo e non l’inizio dell’attesa.
Se il problema c’è già, va affrontato con un professionista e non con i rimproveri: un cane che distrugge la porta quando esci non lo fa per dispetto, lo fa in preda al panico, e sgridarlo al rientro peggiora le cose perché aggiunge paura all’ansia.
Le attività giuste: il naso prima di tutto
Il Weimaraner ha bisogno di attività fisica vera tutti i giorni, ma la cosa che lo appaga di più non è correre: è usare il naso. Lo standard parla di ottimo fiuto e di notevole inclinazione al lavoro dopo lo sparo, cioè al recupero su traccia.

Le attività che gli calzano meglio sono quindi la pista e la nose work, che stancano molto più di un’ora di corsa e riempiono la testa. Per un cane che vive in città sono la differenza fra un Weimaraner appagato e uno che ridipinge il salotto.
Sul piano fisico funzionano benissimo il dog trekking, il canicross e il nuoto, che è nelle sue corde perché lo standard lo definisce affidabile anche nel lavoro nell’acqua. Anche l’agility va bene, con la cautela sulle articolazioni nel primo anno.
E se ne hai la possibilità, la cosa più giusta resta la caccia o le prove di lavoro: è quello per cui è nato, e un Weimaraner che lavora è un cane diverso.
Una nota sulla quantità: due passeggiate corte al giorno non bastano. Serve almeno un’uscita lunga, con possibilità di correre in sicurezza, più qualcosa che gli occupi la testa. Un Weimaraner sotto-stimolato è la ragione principale per cui questa razza finisce in cerca di una nuova casa.

