Allevamento del Bull Terrier

Quanto costa un cucciolo, i 28 affissi italiani e i test da pretendere

Il Bull Terrier in Italia è in forte calo: dai 678 cuccioli del 2016 ai 206 del 2024, con 28 allevamenti con affisso ENCI. Qui trovi i prezzi, i numeri e la lista dei controlli, che su questa razza è più lunga della media.

Sommario

Quanto costa un cucciolo di Bull Terrier

Un cucciolo con pedigree ENCI, test dell’udito fatto e genitori controllati costa fra i 1.200 e i 1.800 euro. È una forbice onesta, e su questa razza riflette un lavoro reale: i controlli da fare sono quattro.

DovePrezzo indicativoCosa comprende
Allevamento con affisso ENCI1.200-1.800 euroPedigree, vaccinazioni, microchip, test BAER dell’udito e controlli renali dei genitori
Annunci senza pedigreeanche molto menoIn una razza con quattro controlli sanitari da fare, il risparmio salta esattamente quelli
Bull Terrier miniaturain linea o più altoE una razza a se con uno standard proprio: cambia solo il limite di altezza

Quando il prezzo scende molto, quasi sempre saltano proprio quelli. Ed è un risparmio che si paga caro: la nefrite ereditaria, che è la malattia più seria della razza, può manifestarsi prima dei tre anni.

Conviene ricordare che il Bull Terrier miniatura è una razza a sé, con lo stesso standard tranne il limite di altezza. Non è un Bull Terrier toy e non va cercato come tale: se qualcuno ti propone un Bull Terrier nano fuori da quel contesto, la prima cosa da chiedere è cosa c’è scritto sul pedigree.

Regione per regione

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Le iscrizioni ENCI anno per anno

La curva è in discesa netta: dal picco di 678 cuccioli nel 2016 si è arrivati ai 206 del 2024, circa il 70% in meno, per un totale di 4.241 cani in dieci anni.

AnnoCuccioli iscritti in Italia
2015542
2016678 (il picco)
2017486
2018526
2019379
2020424
2021444
2022290
2023266
2024206 (il minimo)

Il motivo probabilmente è di immagine più che di sostanza: il Bull Terrier paga una reputazione costruita sull’aspetto, che il suo stesso standard smentisce descrivendolo amabile, gioioso e particolarmente buono con le persone.

Per chi lo sceglie oggi, però, il calo ha un lato positivo: chi alleva Bull Terrier adesso non lo fa per moda. Con ventotto affissi rimasti, le probabilità di trovare qualcuno che fa i test sono più alte di quanto fossero dieci anni fa.

I test da pretendere, uno per uno

La lista è più lunga della media e conviene chiederla per intero. Il test BAER dell’udito sul cucciolo che stai prendendo, non sulla cucciolata in generale: la sordità riguarda circa il 20% dei bianchi e un cane sordo da un orecchio solo non si distingue a occhio.

Il rapporto proteine/creatinina urinarie sui riproduttori, per la nefrite ereditaria. È un esame semplice, si fa dai sei mesi in poi e il valore atteso è 0,3 o inferiore. Un allevatore che segue la razza sa esattamente di cosa stai parlando: se non lo sa, è un’informazione.

L’ecografia renale per il rene policistico e la valutazione cardiaca con ecocardiografia completano il quadro, insieme al test del DNA per l’acrodermatite letale.

Poi le domande di sempre: vedere la madre con i cuccioli dove sono nati, capire che esperienze hanno fatto nelle prime otto settimane e chiedere cosa succede se fra due anni non puoi più tenerlo. E una specifica di questa razza: chiedi come sono i suoi cani con gli altri cani, perché è l’unico punto su cui il Bull Terrier chiede attenzione.