Allevamento del Cane da pastore dei Pirenei

Quanto costa un cucciolo, i due affissi italiani e la domanda sul merle

Il Cane da pastore dei Pirenei in Italia è una razza rarissima: 111 cuccioli iscritti in nove anni e appena due allevamenti con affisso ENCI. Qui trovi i prezzi, i numeri veri, la situazione della variante a faccia rasa e la domanda da fare se il cucciolo è merle.

Sommario

Quanto costa un cucciolo di Cane da pastore dei Pirenei

Cane da pastore dei Pirenei a faccia rasa dal mantello blu screziato presentato in esposizione

Un cucciolo con pedigree e genitori controllati costa fra i 900 e i 1.400 euro. È la forbice normale di un cane di taglia piccola poco diffuso, in cui il prezzo riflette i controlli fatti sui riproduttori più di qualsiasi altra cosa.

DovePrezzo indicativoCosa comprende
Allevamento con affisso ENCI900-1.400 euroPedigree, vaccinazioni, microchip e genitori controllati su anca, rotule e occhi
Franciain lineaIl paese della razza, dove e ancora un cane da lavoro con una popolazione vera
Annunci senza pedigreesotto i 700 euroCon due affissi in Italia e pochi cuccioli l’anno, va verificato con attenzione

In Italia gli allevamenti con affisso ENCI sono due, uno in Emilia Romagna e uno in Lombardia. Con numeri così, la lista d’attesa non è un’eccezione ed è del tutto normale rivolgersi alla Francia, dove la razza è ancora un cane da lavoro con una popolazione vera e un club di razza attivo da un secolo.

I numeri veri, anno per anno

Le iscrizioni ENCI raccontano una razza che in Italia non è mai decollata e che negli ultimi due anni si è quasi fermata: dal picco di 21 cuccioli nel 2017 si è scesi a cinque nel 2022 e altrettanti nel 2023.

AnnoCuccioli iscritti in Italia
201514
201610
201721 (il picco)
201811
201914
202017
202114
20225
20235

La variante a faccia rasa, che ha uno standard suo, in Italia praticamente non esiste: tre cani iscritti in tutto e zero allevamenti con affisso. Chi la cerca deve necessariamente guardare all’estero.

Il rovescio positivo di numeri così piccoli è quello di sempre: nessuno alleva questa razza per guadagnarci, perché non c’è niente da guadagnare. Chi lo fa, lo fa per passione, e in genere sono persone con cui conviene parlare a lungo prima di prendere un cucciolo.

Cosa chiedere all’allevatore

La lista sanitaria è corta, com’è normale per una razza rustica: la radiografia dell’anca dei genitori, un controllo delle rotule e una visita oculistica da specialista. Ha senso chiedere anche se ci sono stati casi di epilessia in linea.

Poi c’è la domanda specifica di questa razza, quella che riguarda il colore. Se il cucciolo è blu screziato, cioè merle, chiedi di che colore sono entrambi i genitori. Due cani merle non vanno mai accoppiati fra loro, perché una parte dei cuccioli nasce con gravi difetti di vista e udito. Un allevatore serio lo sa e non lo fa mai; uno che ti risponde vagamente ti sta dicendo qualcosa.

Per il resto valgono le domande di sempre: vedere la madre con i cuccioli dove sono nati, capire che esperienze hanno fatto nelle prime otto settimane e chiedere cosa succede se fra due anni non puoi più tenerlo. E una raccomandazione che su questa razza serve più che altrove: sii onesto sul tuo stile di vita. Questo è un cane che ha bisogno di fare cose, e un buon allevatore preferisce dirti di no piuttosto che vederlo tornare indietro.