Addestramento ed educazione del Cane da pastore dei Pirenei
Molta iniziativa, molta energia: come si incanalano
Il Cane da pastore dei Pirenei impara qualsiasi cosa in tempi ridicoli e ha il difetto opposto a quello che ci si aspetta: non è che non capisce, è che decide da solo. Qui trovi come si imposta, cosa fare della diffidenza verso gli estranei e quali attività servono a un cane con questo motore.
Sommario
Come si addestra un Cane da pastore dei Pirenei

Lo standard parla di un cane pieno d’iniziativa e dice che serve un pugno di ferro per incanalarne l’energia. È una formula di un’altra epoca: nella cinofilia di oggi si traduce con fermezza e coerenza, non con la durezza, che con un cane così sensibile ottiene solo di spegnerlo.
Quello che funziona è il rinforzo positivo con sessioni corte e veloci. Questo cane impara un esercizio in tre ripetizioni e alla quarta si annoia, quindi conviene smettere prima che lo faccia lui. Ed è utilissimo insegnargli presto a spegnersi: un cane con tanta iniziativa che non ha mai imparato a stare fermo diventa un cane sempre acceso.
L’altra cosa da sapere è che anticipa. Capisce dove vuoi arrivare e ci arriva prima di te, il che è divertente finché non diventa un problema in una sequenza di esercizi. Si gestisce variando l’ordine delle richieste e premiando l’attesa, non solo l’esecuzione.
La diffidenza verso gli estranei
Lo standard è esplicito: è spesso diffidente verso gli estranei. Non è un difetto da correggere, è un tratto di razza che viene dal lavoro in fattoria, e il compito dei primi mesi non è eliminarlo ma calibrarlo.
Concretamente vuol dire far incontrare al cucciolo tantissime persone diverse, in situazioni tranquille e senza forzare mai il contatto. La regola che funziona con i cani diffidenti è che gli estranei non lo tocchino: lo lasciano avvicinare se vuole e lo ignorano se non vuole. Costringerlo a farsi accarezzare da chi non conosce è il modo migliore per peggiorare le cose.
Un adulto ben socializzato resta un cane riservato che valuta e lascia perdere, e va benissimo così. Con la famiglia, al contrario, è un cane appiccicoso fino all’eccesso: è la stessa moneta, vista dall’altro lato.
Le attività giuste per un Cane da pastore dei Pirenei
Qui la scelta è ampia, perché la combinazione di taglia piccola, velocità e voglia di collaborare è perfetta per gli sport cinofili. L’agility è la strada più naturale, e in Francia questi cani ci vanno forte.

Funzionano benissimo anche il dog dance, dove l’attenzione costante al conduttore diventa un vantaggio, l’obedience e la nose work, che ha il pregio di stancare la testa senza chiedere spazio: per un cane così, mezz’ora di ricerca vale un’ora di corsa.
Se hai la possibilità di provarlo, il lavoro su gregge resta la cosa più interessante: la razza è classificata con prova di lavoro e l’istinto è intatto. E poi c’è il dog trekking, per cui questo cane è nato: dodici chili che camminano in montagna tutto il giorno senza battere ciglio.
Una nota pratica dopo le uscite: il pelo denso e lanoso raccoglie semi e forasacchi, e le cadenettes che si formano naturalmente possono trasformarsi in nodi veri se non si controllano. Una pettinata dopo la campagna è il minimo.

