Carattere e descrizione del Cane da pastore dei Pirenei
Misure, il pelo a cadenettes, i colori e il carattere di un piccolo con molto motore
Il Cane da pastore dei Pirenei, il Berger des Pyrénées, è un cane piccolo con dentro un motore enorme, e non ha niente a che vedere col grande cane bianco che in Italia molti chiamano con lo stesso nome. Qui trovi le misure vere, il capitolo sul mantello con i suoi termini francesi, i colori, il carattere così come lo descrive lo standard e la salute.
Sommario
Il Cane da pastore dei Pirenei in breve
Misura 42-48 centimetri nei maschi e 40-46 nelle femmine, per 8-15 chili: è uno dei cani da pastore più piccoli che esistano. Lo standard lo descrive con una formula perfetta: un cane che sotto una minima taglia e peso mostra una massima vitalità. Il carattere è quello di un piccolo cane coraggioso, sbrigativo, pieno d’iniziativa e totalmente devoto al suo padrone, spesso diffidente con gli estranei. Il pelo sta fra il pelo di capra e la lana di pecora. Vive a lungo, 12-15 anni e spesso di più, ed è raro in Italia: pochi cuccioli l’anno e due allevamenti con affisso.
Quanto è grande un Cane da pastore dei Pirenei

Le misure sono 42-48 centimetri nei maschi e 40-46 nelle femmine, con due centimetri di tolleranza per i soggetti di perfetta tipicità. Il peso non è fissato e nella pratica sta fra gli otto e i quindici chili. È un cane piccolo, e chi arriva qui aspettandosi un cane grande ha in mente un’altra razza.
La descrizione dello standard è una delle più belle che si leggano, perché in una riga dice esattamente com’è fatto: un cane che sotto una minima taglia e peso mostra una massima vitalità. E prosegue: un’espressione sempre attenta, uno sguardo intelligente e sospettoso, uniti a una grande vivacità di movimento, gli danno un aspetto caratteristico ineguagliabile.
Le proporzioni raccontano un cane costruito per muoversi: il corpo è più lungo dell’altezza, e la distanza dal gomito al suolo è superiore alla metà dell’altezza al garrese. Tradotto: gambe lunghe rispetto al corpo, e un cane che copre terreno molto più di quanto la sua taglia lasci immaginare.
Esiste anche una seconda razza gemella, il Cane da pastore dei Pirenei a faccia rasa, con uno standard suo: stessa taglia, stesso carattere, ma il muso coperto di pelo corto invece che dalla barba. In Italia è ancora più raro, con tre soli cani iscritti in tutto.
Il pelo del Cane da pastore dei Pirenei
Il mantello è lungo o semi-lungo, sempre molto denso, quasi piatto o leggermente ondulato, e la sua tessitura è descritta con un’immagine da riportare: sta fra il pelo di capra e la lana della pecora.

Quella miscela di pelo duro e pelo lanoso, in alcuni soggetti, produce due fenomeni che hanno un nome francese tutto loro. Le cadenettes sono ciocche o corde che si formano spontaneamente, soprattutto su groppa e cosce, ma anche al petto e sugli anteriori all’altezza del gomito. Le matelotes sono placche che si sovrappongono come delle tegole su groppa e cosce. Non sono difetti: sono nello standard.
Sul muso il pelo fa un’altra cosa curiosa. Ai lati e sulle guance è più lungo e appare spazzolato a colpo di vento, dal davanti all’indietro, che è il motivo per cui questi cani hanno sempre l’aria di essere appena scesi da una moto. Lo standard aggiunge però una regola che vale come manutenzione: gli occhi devono essere ben visibili e non ricoperti dal pelo.
Un dettaglio che quasi nessuno cita: la pelle di questa razza è fine e spesso punteggiata da macchie scure, qualunque sia il colore del mantello. Non è una malattia, è tipico della razza.
I colori del Cane da pastore dei Pirenei

La tavolozza è ampia: fulvo più o meno scuro, con o senza carbonatura; grigio più o meno chiaro, spesso con del bianco su testa, petto e arti; blu screziato di nero, chiamato anche arlecchino o blu ardesia; e poi mantelli tigrati e neri, anche con macchie bianche limitate.
Lo standard chiude con una preferenza esplicita: i mantelli di colore deciso sono preferiti, cioè le tinte piene rispetto a quelle slavate.
Sul blu screziato serve una precisazione che riguarda la salute più che l’estetica: quello che lo standard chiama arlecchino è il gene merle, lo stesso di Pastore Australiano e Border Collie. Un cane merle sta benissimo, ma due cani merle non vanno mai accoppiati fra loro, perché una parte dei cuccioli nasce con gravi difetti di vista e udito. È il motivo per cui, se cerchi un cucciolo merle, la domanda sul colore di entrambi i genitori non è curiosità: è la domanda giusta.
Il carattere del Cane da pastore dei Pirenei
Lo standard descrive il carattere in tre righe da leggere per intero: è un piccolo cane coraggioso, sbrigativo, pieno d’iniziativa e totalmente devoto al suo padrone. E aggiunge che è spesso diffidente verso gli estranei.

Quel totalmente devoto è la parola che tutti i proprietari confermano: è un cane che sceglie una persona e le si incolla, che ti guarda in faccia per capire cosa fare e che non sopporta di essere lasciato fuori dalle cose. La diffidenza con gli estranei fa parte del pacchetto e non è aggressività: è un cane che valuta prima di avvicinarsi.
C’è poi una riga famosa dello standard che merita di essere contestualizzata invece che citata e basta: ha un carattere volitivo ed è necessario un pugno di ferro per incanalare la sua energia. È una formula di un’altra epoca e sarebbe un guaio prenderla alla lettera. Quello che dice, tradotto nella cinofilia di oggi, è che questo cane ha molta iniziativa e serve una guida ferma e coerente per incanalarla. Fermezza, non durezza: le maniere forti con un cane così sensibile ottengono solo un cane che si chiude.
L’altra cosa da mettere in conto è l’energia. È un cane da lavoro in un corpo piccolo, non un cane da appartamento perché sta in poco spazio. Un Berger des Pyrénées che non ha niente da fare abbaia, scava e riorganizza la casa a modo suo, e la colpa non è sua.
Quanto vive un Cane da pastore dei Pirenei e di cosa si ammala

È una razza notoriamente longeva: si parla comunemente di 12-15 anni, e non è raro sentire di soggetti che vanno oltre. Il motivo è semplice ed è sempre lo stesso: un cane piccolo, rustico, selezionato per il lavoro e mai passato attraverso una moda non ha accumulato esagerazioni.
La lista dei problemi segnalati è corta: la displasia dell’anca, meno frequente che nei pastori di taglia grande ma comunque da controllare, la lussazione della rotula, tipica dei cani di questa taglia, l’atrofia progressiva della retina e l’epilessia.
L’unica raccomandazione specifica riguarda il colore, e l’abbiamo già vista: se il cucciolo è merle, cioè blu screziato, vanno verificati il colore di entrambi i genitori e, se serve, il test dell’udito BAER. Un allevatore che accoppia due merle fra loro non è un allevatore da cui comprare.
A chi è adatto il Cane da pastore dei Pirenei
È il cane giusto per chi vuole un cane piccolo ma vero, con cui camminare, correre e fare attività tutti i giorni. Va benissimo per chi fa sport cinofili, per chi vive in campagna e per chi cerca un compagno che sta appiccicato alla sua persona e la segue ovunque.
Non è il cane giusto per chi lo sceglie per la taglia pensando di aver trovato un cane comodo: sotto quei dodici chili c’è un cane da lavoro con un’energia che sorprende, e senza sfoghi diventa un problema. Non lo è per chi ha poco tempo, perché è devoto fino alla dipendenza e mal sopporta la solitudine. E non lo è per chi vuole un cane immediatamente socievole con tutti, perché la diffidenza verso gli estranei è scritta nello standard.

