Allevamento del Bearded Collie
Quanto costa un cucciolo, gli otto allevamenti italiani e cosa chiedere
Il Bearded Collie in Italia è una razza di nicchia stabile: otto allevamenti con affisso ENCI e 45 cuccioli iscritti nel 2024, con 646 cani negli ultimi dieci anni. Qui trovi i prezzi, la mappa, la tabella delle iscrizioni e la domanda che su questa razza conta più delle altre.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Bearded Collie
Un cucciolo con pedigree ENCI e genitori controllati costa fra i 1.200 e i 1.800 euro. È una forbice normale per una razza di taglia media, poco numerosa e con una toelettatura impegnativa alle spalle: chi alleva Beardie mette nei cuccioli molto lavoro prima ancora di venderli.
Con otto allevamenti, tre dei quali in Lombardia, due in Toscana e poi Liguria, Marche e Piemonte, la scelta esiste ma è limitata, e la lista d’attesa è normale. Ha senso considerare anche il Nord Europa e il Regno Unito, dove la razza è più diffusa e i club sono molto attivi.
Le iscrizioni ENCI anno per anno
La curva è quella di una razza stabile ma piccola: si oscilla fra i 45 e i 93 cuccioli l’anno, con il picco nel 2021 e il minimo proprio nel 2024. In dieci anni fanno 646 cani in tutto.
Numeri così hanno il solito pregio: nessuno alleva Bearded Collie per fare soldi, perché non ce ne sono da fare, e questo tiene lontano chi improvvisa. Il rovescio è la base genetica ristretta, che su una razza già ricostruita a partire da pochissimi soggetti negli anni Quaranta rende i controlli sui riproduttori ancora più importanti.
Cosa chiedere all’allevatore prima di firmare
La lista sanitaria è corta: la radiografia ufficiale dell’anca dei genitori e una visita oculistica recente. Non esistono test del DNA obbligatori di razza, il che rende ancora più importante la parte che segue.
La domanda che su questa razza conta più di ogni certificato è questa: ci sono stati casi di morbo di Addison in linea? È la patologia di razza, ha una componente genetica documentata, e un allevatore che conosce i Bearded Collie non solo non si offende, ma probabilmente te ne parla prima che tu glielo chieda. Se invece la risposta è vaga o se ti dice che i suoi cani non hanno mai avuto niente, è un’informazione utile.
Poi le domande di sempre: vedere la madre con i cuccioli nel posto dove sono nati, capire come sono cresciuti nelle prime otto settimane, e chiedere cosa succede se fra due anni non puoi più tenerlo. E una domanda specifica di questa razza da fare: come gestite il mantello? Un allevatore che ti spiega la muta del pelo da cucciolo e ti insegna a spazzolare prima che tu porti a casa il cane ti sta risparmiando il problema numero uno del primo anno.

