Allevamento del Bulldog Francese
Quanto costa un cucciolo, la trappola dei colori “esotici” e i test da pretendere
Con il Bulldog Francese la scelta dell’allevatore conta più che con quasi ogni altra razza, perché qui non è in gioco solo il carattere ma la salute stessa del cane. È una delle razze più vendute e più speculate, piena di annunci furbi, prezzi gonfiati e colori inventati. In questa pagina trovi i prezzi reali di un cucciolo, perché diffidare degli “esotici” e la lista precisa dei test che un allevamento serio fa sui riproduttori. Sceglierne uno bene è il modo migliore per non ritrovarsi con un cane malato e conti veterinari salati.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Bulldog Francese
La domanda numero uno. In Italia un cucciolo di Bulldog Francese con pedigree ENCI, da un allevamento serio che testa i genitori, costa in genere tra i 1.500 e i 2.500 euro, con le linee selezionate o da esposizione che possono arrivare ai 2.800 e oltre. Le cifre molto più basse che si vedono online nascondono quasi sempre un risparmio solo apparente: nessun test respiratorio o genetico sui genitori, e su una razza fragile come questa significa esporsi a spese veterinarie che superano di gran lunga quanto risparmiato all’acquisto.
Un chiarimento utile: il pedigree ENCI, il certificato di razza ufficiale, costa all’allevatore poche decine di euro ed è normalmente già incluso nel prezzo. Un cucciolo venduto senza pedigree a prezzo pieno è un campanello d’allarme. Su questa razza il documento vale doppio, perché un allevatore che iscrive i cuccioli all’ENCI accetta anche regole di selezione e controlli che sui soggetti fuori circuito semplicemente non esistono.
La trappola dei colori “esotici” e dei prezzi gonfiati
È il punto in cui più persone si fanno ingannare. Girano annunci di bulldog francese blu, lilac, merle, fluffy o esotici, presentati come rarità di pregio e venduti a cifre spesso più alte del normale. La verità è semplice: quei colori sono fuori standard, non ottengono un pedigree conforme e non hanno nulla di più prezioso, anzi. Il blu, per esempio, è legato a un difetto della pelle chiamato alopecia da diluizione del colore.
Il problema di fondo è chi seleziona così: quando l’obiettivo è la tinta di moda, la salute e il carattere passano in secondo piano, ed è esattamente il contrario di quello che serve a una razza già tanto fragile. Diffida di chi punta tutto sul colore raro, di chi ha sempre cuccioli “particolari” disponibili e di chi glissa sui test dei genitori. Un prezzo alto non è garanzia di qualità: su questa razza spesso è solo il segno di una speculazione.
Il prezzo del Bulldog Francese nano o toy
Il capitolo sui colori esotici ha un fratello: il Bulldog Francese nano, o toy, o mini. Quasi mille ricerche al mese, nessun cane dietro: come spieghiamo nella pagina sul carattere, la razza è già piccola di suo e lo standard prevede una taglia sola. Chi vende un nano vende un soggetto sotto misura, spesso il più gracile della cucciolata, ribattezzato per giustificare un sovrapprezzo.
E in una razza che già combatte con vie aeree strette e cesarei di routine, miniaturizzare significa concentrare i problemi: più fragilità, più veterinario, vita più in salita. Il prezzo giusto di un Bulldog Francese nano quindi non esiste: esiste il prezzo di un Bulldog Francese sano, quello della tabella qui sopra, da un allevatore che i suoi cani li misura sullo standard e non sulle mode.
I test di salute da pretendere
Questo è il capitolo che conta più di ogni altro, perché sul Bulldog Francese la selezione sanitaria fa la differenza tra un cane che vive bene e uno che passa la vita dal veterinario. Il test più importante e specifico della razza riguarda la respirazione: esiste una valutazione funzionale ufficiale, il grading respiratorio sviluppato dall’Università di Cambridge e raccomandato dalla FCI, che misura il grado di BOAS. Un allevatore serio ammette alla riproduzione solo i soggetti con un buon grado respiratorio, non quelli che ansimano fermi.
Accanto a questo, i riproduttori vanno controllati per la schiena e le articolazioni, con attenzione a emivertebre ed ernia del disco, per gli occhi con visita specialistica, e con i test del DNA per le malattie ereditarie note della razza. La regola pratica non cambia: un buon allevatore ti mostra i certificati dei genitori spontaneamente, senza che tu debba insistere. Se esita, minimizza o ti dice che i suoi cani sono sani e i test non servono, gira i tacchi.
Come riconoscere un allevamento serio
Oltre ai documenti, ci sono segnali che parlano da soli. Un buon allevatore ti fa vedere la mamma e il posto dove crescono i cuccioli, che devono nascere in casa e crescere in mezzo alla vita di famiglia. Alleva poche cucciolate, non ha cuccioli sempre pronti tutto l’anno, e ti fa domande sul tuo stile di vita, perché sa che un Bulldog Francese non va bene per chiunque e non ha fretta di piazzartelo.
Diffida al contrario di chi ha tanti cuccioli sempre disponibili, di chi punta tutto sul colore raro e sul prezzo, di chi non ti fa vedere dove vivono i cani e non ti chiede nulla. Su una razza così di moda i venditori improvvisati e le fabbriche di cuccioli sono ovunque, e sono la causa principale dei tanti Bulldog Francesi malati. Qualche settimana di attesa per l’allevatore giusto è il miglior investimento che tu possa fare per i dieci anni e più che passerete insieme.

