Storia ed origine del Bassotto

Dal Medioevo tedesco alle Olimpiadi di Monaco: come un cane da tana è diventato un’icona

Il Bassotto è talmente famoso per la sua forma che in mezzo mondo lo chiamano cane salsiccia, ma quella forma non è nata per far sorridere: è lo strumento di un mestiere preciso e antico. In questa pagina trovi la storia vera della razza: i cani da tana del Medioevo tedesco, un nome che è tutto un programma, il club di razza più antico che esista e il giorno in cui un Bassotto è diventato la prima mascotte olimpica della storia.

Un mestiere scritto nel nome

In tedesco Dachs significa tasso, e Dachshund letteralmente cane da tasso. Difficile essere più chiari sul mansionario. Le origini della razza affondano nel Medioevo: in Germania, partendo dai bracchi da caccia, si selezionavano da secoli i soggetti più adatti al lavoro sottoterra, sempre più bassi e determinati, fino ad arrivare al cane che conosciamo. È lo stesso standard ufficiale FCI a raccontare questa discendenza. In patria, tra l’altro, il nome più usato non è Dachshund ma Teckel, o Dackel.

Costruito per la tana

Ogni pezzo del Bassotto risponde a un’esigenza di lavoro. Le zampe corte e il corpo lungo servivano a muoversi nei cunicoli dove nessun altro cane entrava. Il torace profondo dava fiato per scavare e lottare in spazi senza aria. La voce potente permetteva al cacciatore di seguire dall’esterno quello che succedeva sottoterra. E il caratterino? Sottoterra, da solo, davanti a un tasso agguerrito, serviva un cane che non aspettasse ordini e non mollasse mai. Missione riuscita, come può confermare chiunque abbia provato a fargli cambiare idea.

Oltre al lavoro in tana su tasso e volpe, il Bassotto si è guadagnato il pane anche come cane da pista di sangue, cioè nella ricerca della selvaggina ferita: un lavoro di naso in cui eccelle ancora oggi.

Il 1879, il 1888 e il club più antico

Con l’Ottocento la selezione diventa sistematica. Nel 1879 viene fissato il primo elenco di caratteristiche desiderabili della razza, il progenitore dello standard attuale. Nove anni dopo, nel 1888, nasce il Deutscher Teckelklub, che lo standard FCI cita come il più antico club al mondo dedicato all’allevamento del Bassotto. Da lì taglie, peli e colori vengono via via codificati fino ad arrivare alle nove varietà riconosciute oggi, tre taglie per tre tipi di pelo.

Waldi, la prima mascotte olimpica della storia

Il momento di gloria arriva nel 1972, alle Olimpiadi di Monaco di Baviera. La Germania cerca un simbolo per i suoi Giochi e la scelta cade su di lui: nasce Waldi, un Bassotto multicolore disegnato da Otl Aicher, la prima mascotte ufficiale nella storia dei Giochi olimpici. Il modello era un Bassotto in carne e ossa, un pelo lungo di nome Cherie von Birkenhof, e la motivazione ufficiale elencava le qualità che la razza condivide con gli atleti: resistenza, tenacia e agilità. Da lì in poi il Bassotto non è più uscito dall’immaginario collettivo.

Il Bassotto oggi

Oggi il Bassotto vive la classica doppia vita delle razze da lavoro diventate famose. In alcuni paesi, Germania in testa, continua a fare sul serio a caccia, soprattutto nella varietà a pelo duro. Nel resto del mondo è un cane da compagnia amatissimo e un’icona pop a tutti gli effetti, tra social, pubblicità e raduni di piazza dedicati. In mezzo restano le esposizioni e una selezione che deve tenere insieme la forma storica della razza e la sua salute, a partire da quella schiena che è insieme il suo marchio di fabbrica e il suo tallone d’Achille.

Il Bassotto nasce in Germania da una selezione secolare di cani da tana, documentata fin dal Medioevo, con un nome che ne dichiara il mestiere: cane da tasso. Il primo elenco di caratteristiche della razza è del 1879, il Deutscher Teckelklub fondato nel 1888 è il più antico club dedicato alla razza, e nel 1972 Waldi lo ha consacrato prima mascotte olimpica della storia. Da cacciatore specializzato a icona di mezzo mondo, senza mai perdere né il coraggio né le opinioni.