Storia ed origine del Golden Retriever
Dalle Highlands scozzesi ai divani di mezzo mondo: come è nata la razza
Il Golden Retriever sembra un cane venuto bene per caso. È vero il contrario: è uno dei rari casi in cui una razza nasce da un progetto preciso, annotato quaderno alla mano da un signore scozzese con le idee molto chiare. In questa pagina trovi la storia vera: la tenuta di Guisachan, i primi accoppiamenti, la leggenda del circo russo da smontare e la strada che ha portato questo cane dalle acque fredde di Scozia ai divani di mezzo mondo.
Un progetto preciso nelle Highlands
La storia comincia a metà Ottocento a Guisachan, una tenuta delle Highlands scozzesi di proprietà di Dudley Marjoribanks, primo Lord Tweedmouth. Come molti gentiluomini dell’epoca era un appassionato di caccia, e aveva un problema concreto: gli serviva un cane capace di riportare la selvaggina su terreni difficili e acque gelide, con la resistenza per lavorare tutto il giorno e la bocca delicata per non rovinare gli uccelli. I retriever dell’epoca il lavoro lo facevano, ma lui voleva qualcosa di meglio. E invece di aspettare che capitasse, se lo costruì.
Nous e Belle, la coppia da cui parte tutto
Nel 1868 Tweedmouth accoppiò Nous, un retriever a pelo ondulato di colore giallo, unico chiaro di una cucciolata tutta nera, con Belle, una Tweed Water Spaniel, razza da acqua oggi scomparsa. Da quella coppia arrivarono quattro cucciole gialle, Cowslip, Crocus, Primrose e Ada, da cui discendono tutti i Golden di oggi. Da lì partì un programma di selezione lungo decenni, annotato con cura nei registri della tenuta: nuovi innesti di Tweed Water Spaniel, setter irlandese, retriever neri e perfino un bloodhound. L’obiettivo non cambiava mai: un riportatore instancabile, gentile e dorato. Vent’anni e passa di appunti, altro che colpo di fortuna.
La leggenda del circo russo
Per mezzo secolo è girata una versione molto più romantica: Lord Tweedmouth avrebbe visto un gruppo di cani da pastore russi esibirsi in un circo a Brighton, se ne sarebbe innamorato e li avrebbe comprati in blocco, fondando così la razza. Bella storia, peccato sia falsa. Nel 1952 vennero resi pubblici i registri di allevamento di Guisachan, tenuti dal 1865 al 1890, e lì dentro di cani russi non c’è traccia: ci sono Nous, Belle e tutto il lavoro raccontato sopra. La leggenda però era così radicata che per anni è stata ripetuta come storia ufficiale. Quando la senti raccontare al parchetto, ora sai come stanno le cose.
Dal lavoro al riconoscimento ufficiale
I primi soggetti furono registrati al Kennel Club inglese nel 1903, ancora insieme ai flat coated come retriever color oro. Nel 1913 la varietà venne riconosciuta come razza a sé, con il nome di Retriever (Golden or Yellow), e nel 1920 arrivò finalmente il nome che usiamo oggi: Golden Retriever. Nel frattempo la razza attraversava l’oceano, e nel 1925 arrivò il riconoscimento dell’American Kennel Club. Fino a quel punto però il Golden restava soprattutto quello per cui era nato: un cane da lavoro per la caccia, apprezzato da chi lo portava sul campo più che dal grande pubblico.
Il Golden di oggi
Il boom arriva nella seconda metà del Novecento, quando le famiglie scoprono che il riportatore gentile di Tweedmouth è anche un formidabile cane di casa. In Italia si diffonde tardi, ma dagli anni Novanta il successo è travolgente e da allora la razza è stabilmente tra le più amate del paese.
Oggi il Golden vive due vite parallele. Le linee da lavoro, più leggere e scattanti, continuano a fare caccia, ricerca e soccorso in acqua. Quelle da esposizione e da compagnia, più massicce e chiare, presidiano i divani. In mezzo, migliaia di Golden fanno i cani guida e la pet therapy, che poi è il mestiere di sempre: rendersi utili a qualcuno.
Il Golden Retriever nasce nella seconda metà dell’Ottocento a Guisachan, in Scozia, dal progetto di selezione documentato di Lord Tweedmouth, a partire dall’accoppiamento tra Nous e Belle nel 1868. Riconosciuto come razza dal Kennel Club nel 1913 e battezzato con il nome attuale nel 1920, da cane da riporto per la caccia è diventato uno dei cani da famiglia più diffusi al mondo, senza mai perdere la voglia di lavorare per il suo umano. La leggenda del circo russo resta una bella storia da raccontare. I registri, però, dicono altro.

