Giovedì 10 settembre la Polizia di Stato e i Carabinieri hanno eseguito a Gela, in provincia di Caltanissetta, il sequestro preventivo di tredici pitbull, disposto dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura. Le perquisizioni hanno riguardato sei abitazioni e i cani sono stati trovati in quattro: fra loro quattro cuccioli e una femmina gravida. Sei persone sono iscritte nel registro degli indagati per maltrattamento di animali e organizzazione di combattimenti clandestini. L’operazione è stata presentata in conferenza stampa lunedì 14 settembre con il nome «L’inferno dei pitbull».

Nessuno è stato condannato e le condotte che seguono sono le ipotesi degli investigatori, non fatti accertati da un giudice. Le raccontiamo perché coincidono, punto per punto, con le parti del codice penale che sono cambiate il 1 luglio 2025, quando è entrata in vigore la legge sui reati contro gli animali.

Come si è arrivati ai tredici pitbull?

All’origine c’è un intervento che con i combattimenti non aveva niente a che fare. Gli agenti del commissariato di Gela, insieme a personale veterinario, stavano cercando un cagnolino sparito dalla zona, che alcuni testimoni avevano visto in compagnia di un uomo. Sono andati a casa sua e il cagnolino non lo hanno trovato: hanno trovato un pitbull con lesioni evidenti sul muso e sul corpo, che i veterinari hanno ricondotto a segni di lotta con altri cani.

Da quel controllo è partito il resto. Le indagini sono state coordinate dalla Procura di Gela e hanno coinvolto la sezione operativa antibracconaggio e reati in danno degli animali del raggruppamento Carabinieri CITES di Roma, il nucleo CITES di Palermo e il Centro anticrimine natura di Agrigento. Il giorno del sequestro erano impegnate trenta persone fra poliziotti, carabinieri e medici veterinari dell’ASP di Palermo.

Cosa è stato trovato nelle case?

Nelle abitazioni, oltre ai cani, sono stati sequestrati gli attrezzi che secondo gli inquirenti servivano a preparare gli animali agli incontri.

Attrezzi da allenamentotapis roulant, catene, guinzagli con moschettoni, pesi da appendere per potenziare la mascella
Sostanzefarmaci, integratori e sostanze anabolizzanti
Cani sequestratitredici pitbull, quattro cuccioli e una femmina gravida fra loro
Dove sono stati trovatiin quattro delle sei abitazioni perquisite

Nessun cane nasce con la mascella allenata ai pesi né con l’abitudine ad aggredire un altro cane a comando: quella preparazione è un lavoro di mesi. L’ordinanza del Ministero della salute sull’incolumità pubblica la vieta per conto suo, a prescindere da come finisce. L’articolo 2 mette insieme tre divieti che a Gela tornano tutti: addestrare un cane in modo da esaltarne l’aggressività, selezionarlo o incrociarlo per svilupparla, sottoporlo a doping.

Come funzionavano i combattimenti, secondo gli investigatori?

La parte più consistente delle indagini è arrivata dai telefoni sequestrati. Secondo la ricostruzione degli investigatori, gli incontri venivano concordati prima nei dettagli, come in un contratto fra le parti: il peso dei due cani da mettere uno contro l’altro, la somma da puntare, il luogo. In alcuni casi si sceglieva un «campo neutro», cioè un posto fuori dalla provincia di residenza di entrambi i contendenti. Le puntate, ha detto la Procura in conferenza stampa, partivano da duemila euro.

I combattimenti venivano ripresi e i video girati nelle chat e sui social, soprattutto su Telegram, anche per promuovere le scommesse successive. In alcune immagini, secondo gli investigatori, si vedono cani feriti in modo grave e non più in grado di muoversi e in un video un animale che muore durante lo scontro. Sempre secondo gli inquirenti agli incontri assistevano anche minorenni. I contatti non si fermavano a Gela: toccavano Palma di Montechiaro, Agrigento, Palermo e arrivavano fino alla Campania.

Cosa rischia oggi chi organizza un combattimento fra cani?

Fino al 30 giugno 2025 organizzare un combattimento fra cani costava da uno a tre anni di reclusione. La legge 82 del 2025 ha riscritto il titolo del codice penale dedicato agli animali e ha alzato quella pena, ma la parte che conta in un caso come questo sta altrove: nelle aggravanti nuove, che descrivono esattamente quello che gli investigatori dicono di aver trovato nei telefoni.

CondottaPrima del 1 luglio 2025Oggi
Promuovere, organizzare o dirigere un combattimentoreclusione da 1 a 3 anni e multa da 50.000 a 160.000 euroreclusione da 2 a 4 anni e multa da 50.000 a 160.000 euro
Allevare o addestrare cani destinandoli ai combattimentireclusione da 3 mesi a 2 anni e multa da 5.000 a 30.000 eurostessa pena, estesa a chiunque partecipa a qualsiasi titolo
Organizzare o piazzare le scommessereclusione da 3 mesi a 2 anni e multa da 5.000 a 30.000 euroinvariata
Fatti commessi alla presenza di minoriaggravante solo se i minorenni concorrevano nel reatoaggravante per il solo fatto che assistano
Diffondere in rete video o immagini del fattoaggravante se i video servivano a promuovere gli incontriaggravante per la diffusione in sé
Fatti commessi su più animalinessuna previsione specificaaggravante

Le tre righe in fondo alla tabella sono il nuovo articolo 544-septies, che la legge del 2025 ha aggiunto in coda agli altri. C’è anche un pezzo che esce dal codice penale: chi risulta abitualmente dedito a questi delitti può finire sotto le misure di prevenzione previste dal codice antimafia, le stesse pensate per la criminalità organizzata. E se dietro c’è una società, adesso risponde pure lei, con una sanzione fino a cinquecento quote.

Una condanna, anche solo in primo grado, per i reati sui combattimenti porta con sé un’altra conseguenza che riguarda i cani futuri: l’ordinanza del 2013 vieta a chi la riporta di possedere o detenere cani iscritti nel registro di quelli a rischio elevato di aggressività.

Che fine fanno i tredici cani sequestrati?

I tredici cani sono stati affidati a strutture messe a disposizione dal Comune di Gela, che se ne occupa per custodia e cure. È prevista una riabilitazione comportamentale e, se le condizioni lo permetteranno, il reinserimento. Il recupero di un cane cresciuto per combattere non si decide a tavolino: la valutazione si fa animale per animale e richiede tempo, spazio e persone formate.

Su questo la legge del 2025 ha messo tre paletti che prima mancavano. Fino alla sentenza definitiva il proprietario non può abbattere né vendere gli animali, neanche quelli non sotto sequestro. Il giudice può affidarli in via definitiva alle associazioni iscritte, senza aspettare la fine del processo, dietro il versamento di una cauzione per ogni animale. E l’affido definitivo si estende ai cuccioli nati durante il sequestro: la femmina gravida portata via da Gela rientra in quella riga.

Resta aperto il conto di chi paga il mantenimento nei mesi o negli anni del processo, che in Italia è il vero collo di bottiglia dei sequestri. Il decreto sul fondo da un milione di euro per la custodia degli animali sequestrati lo abbiamo raccontato qui, e il caso di Dego, dove trenta cani sono finiti in un canile comunale già pieno, qui.

Quanti combattimenti si scoprono in Italia?

I combattimenti clandestini in Italia si contano male, perché emergono quasi sempre per caso, come a Gela. L’unico conteggio continuativo è quello dell’Osservatorio nazionale zoomafia della LAV, che dal 1998 tiene il registro dei sequestri e dei procedimenti.

Cani da combattimento sequestrati dal 1998 al 2025circa 1.373
Galli da combattimento sequestrati nello stesso periodo120
Persone denunciate570
Persone arrestate17
Combattimenti interrotti mentre erano in corsoalmeno 4

Sono ventotto anni di indagini in tutta Italia, una media di una cinquantina di cani l’anno. A Gela in un giorno solo ne sono stati portati via tredici. Il criminologo che cura il rapporto, Ciro Troiano, ripete da anni che il giro tiene insieme criminalità comune e, in alcuni casi, criminalità organizzata, con allevatori abusivi e trafficanti di cani da combattimento. La LAV ha annunciato che si costituirà parte civile se ci sarà un processo.

Chi assiste a una scena che somiglia a quella descritta qui, o vede un cane tenuto in condizioni simili, può chiamare il 112 o segnalare al servizio veterinario della ASL. Quando invece il problema è un cane legato o detenuto male, abbiamo messo in fila cosa dice la legge e chi si chiama.

Fonti: Quotidiano di Ragusa, MeridioNews e StrettoWeb del 14 settembre 2026 per la conferenza stampa in Procura e i dettagli dell’operazione; legge 6 giugno 2025 n. 82 in Gazzetta Ufficiale, articoli 3, 4, 6, 7 e 8, in vigore dal 1 luglio 2025; legge 20 luglio 2004 n. 189 per il testo precedente degli articoli 544-quater e 544-quinquies; ordinanza del Ministro della salute 6 agosto 2013, articoli 2 e 4; 27 Rapporto Zoomafia LAV 2026 per i sequestri dal 1998 al 2025.

Anton, autore di dogseteraScritto daAnton S.Pubblicato il 15 settembre 2026Vivo coi cani da sempre e su Dogsetera racconto razze, sport cinofili e vita quotidiana a sei zampe, senza fuffa.