Il cane che il 24 febbraio aveva corso per chilometri dietro l’ambulanza del suo compagno di strada, da San Marzano sul Sarno all’ospedale di Nocera Inferiore, è di nuovo in un box del canile di Nocera. A fine agosto era stato dato in pre-affido a una coppia di Roma sulla settantina. Il giorno dopo l’arrivo, racconta il canile, la signora ha detto che ringhiava alla loro cagnolina e che non lo voleva più; il marito ha risposto che le carte le aveva firmate lui e il cane era suo. Per una settimana i volontari non hanno saputo dove fosse. Poi una sera, verso le dieci, un ragazzo l’ha trovato solo accanto ai binari della stazione di Maccarese-Fregene, senza pettorina né medaglietta. La mattina dopo l’ha portato al canile comunale della Muratella.
A raccontare la sequenza, in un video su Facebook ripreso da SalernoToday il 3 settembre, è Gianna Senatore, referente del canile di Nocera Inferiore. Il canile ha presentato una diffida e annuncia vie legali; la coppia, sempre secondo Senatore, ha invocato la privacy e minacciato a sua volta una denuncia. Una loro versione pubblica dei fatti, finora, non c’è.
Cosa era successo a febbraio
Diego era un randagio che si era attaccato a un uomo senza casa di San Marzano sul Sarno: niente collare, niente guinzaglio, niente ciotola, a farlo mangiare pensavano i vicini. Il 24 febbraio l’uomo è caduto e si è rotto il femore. L’ambulanza lo ha portato all’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore. Il cane le è corso dietro per tutta la strada e ha provato a entrare al pronto soccorso. La sicurezza l’ha fermato e lui è sparito. Il giorno dopo una volontaria l’ha ritrovato per caso a Castellammare di Stabia, a più di venti chilometri dall’ospedale. Da lì è entrato nel canile di Nocera. I giornali nazionali lo hanno chiamato l’Hachiko italiano.
Il ricongiungimento non c’è stato: l’uomo è rimasto in una struttura di cura e il canile ne ha perso i contatti. Alcuni giornali in questi giorni lo danno per morto, ma Senatore il 13 agosto diceva un’altra cosa, «il signore è rimasto in struttura e comunque ha molti problemi». Quel giorno SalernoToday pubblicava l’appello per l’adozione: sei mesi in un box, circa sei anni, quindici chili, da tenere come unico cane in casa. È da lì che è arrivata la coppia romana.
Cosa è successo durante il pre-affido?
La ricostruzione è quella del canile. I coniugi hanno fatto trecento chilometri per venirlo a prendere; Diego, dice Senatore, «è salito sulla loro auto senza nemmeno voltarsi indietro». A casa li aspettava una cagnolina di diciassette anni, malata.
Senatore non dice che lo hanno abbandonato: dice che «lo hanno perso o, peggio, lo hanno abbandonato a ridosso dei binari». Fra le due ipotesi deciderà chi indaga. Quello che il video documenta è la sequenza: un cane consegnato in prova, un rifiuto dopo un giorno, il rifiuto di restituirlo e una settimana di silenzio finita accanto a una ferrovia.
Cos’è un pre-affido e cosa rischia chi abbandona un cane?
Il pre-affido è il periodo di prova che quasi tutti i canili mettono prima dell’adozione: il cane va a casa, ma resta iscritto in anagrafe canina a nome del canile o del Comune. Il passaggio di proprietà si fa solo alla fine. Il modulo firmato quel giorno è un affido temporaneo: per questo Nocera ha potuto chiedere a Roma di congelare qualunque cessione. Per questo alla Muratella il microchip ha riportato dritto al canile campano.
Se dovesse risultare che il cane è stato lasciato lì di proposito, la norma è l’articolo 727 del codice penale, riscritto dalla legge 82/2025 in vigore dal 1° luglio 2025.
È una contravvenzione: il canile può presentare denuncia, poi decide la Procura. Se il cane è scappato, resta la responsabilità di chi lo aveva in custodia.
Quanti cani restano in canile?
Le adozioni che tornano indietro non hanno un conteggio nazionale. Esiste però la fotografia di quanti cani entrano nei canili e quanti ne escono, aggiornata da Legambiente a luglio con i dati 2025 di 221 Comuni.
Più di due cani su dieci che entrano non escono. La spesa pubblica del settore nel 2025 è scesa a 193,6 milioni di euro, il 22 per cento in meno dell’anno prima. I numeri di tutta Italia, con i 67.567 ingressi dell’ultima tabella del Ministero, quella del 2022, li abbiamo messi in fila nella news sulla Giornata mondiale del cane; quelli dell’ENPA sugli abbandoni estivi stanno qui.
Cosa fare se un pre-affido non funziona?
Un cane adulto che ha vissuto in strada e sei mesi in un box, messo in casa con un altro cane anziano e malato: un ringhio il primo giorno è la cosa più prevedibile che possa succedere e non dice quasi niente su come andrà fra un mese. Quando un pre-affido non funziona la strada è una sola e costa zero: si chiama il canile e si riporta il cane. Su cosa dice un ringhio c’è il nostro pezzo sul linguaggio del corpo del cane.
Diego oggi è a Nocera Inferiore e il canile cerca per lui una casa senza altri animali; il numero della struttura sta nell’appello di agosto linkato qui sopra.
Fonti: video di Gianna Senatore, referente del canile di Nocera Inferiore, trascritto da SalernoToday il 3 settembre 2026; SalernoToday, appello del 13 agosto 2026; ANSA, 24 febbraio 2026; art. 727 del codice penale come sostituito dalla legge 6 giugno 2025, n. 82; Legambiente, XV rapporto Animali in città, 23 luglio 2026.





