A Noicattaro, in provincia di Bari, un canide ha aggredito tre bambini tra il 4 e il 15 agosto. Il 14 agosto il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro ha firmato il decreto che autorizza il prelievo e la cattura dell’animale, dopo il parere favorevole dell’Ispra, che ha chiesto di procedere con la massima urgenza. A oggi è ancora libero: due tentativi di cattura sono andati a vuoto.
Che animale sia, però, per ora nessuno lo sa con certezza. Si parla di un lupo, forse di un ibrido lupo-cane, forse di un cane inselvatichito. La risposta arriverà solo dalle analisi genetiche, dopo la cattura.
Cosa è successo a Noicattaro
Nel decreto l’animale è classificato categoria 19, livello di criticità 5 del Protocollo sperimentale per i lupi urbani e confidenti: il gradino più alto, quello che giustifica la rimozione. A catturarlo dovrà essere una squadra che mette insieme l’Università di Bari, il CNR, i veterinari della ASL e i Carabinieri Forestali, con droni dotati di termocamera, fototrappole e lacci di cattura del Parco dell’Alta Murgia.
Dopo la cattura l’esemplare sarà sottoposto a visita clinica, analisi genetiche e sterilizzazione e non tornerà libero. Intanto il sindaco Raimondo Innamorato ha vietato di sostare e passeggiare nelle aree verdi, nei parchi e nelle zone agricole, anche con animali, e di dare da mangiare a cani e gatti all’aperto: un divieto già prorogato di altri sette giorni.
Prenderlo, però, non è semplice. Due tentativi sono già falliti per poco. Al vertice del 17 agosto in Prefettura si è deciso di aggiungere visori notturni e telecamere termiche agli strumenti in campo, perché l’animale si muove soprattutto di notte.
Come si capisce se è un lupo o un ibrido?
Qualche indizio a occhio c’è. Nel lupo le orecchie sono sempre triangolari e a base larga, mai arrotondate e mai pendenti; ai lati della bocca c’è una mascherina chiara, bianco crema, che si ritrova sul ventre e sulla parte interna delle zampe; sugli arti anteriori corre una banda scura. Lo zoologo Paolo Forconi, che ha visto le immagini, ha detto che i tratti sono compatibili con il lupo appenninico.
Il problema è che la somiglianza non chiude la questione. Un ibrido di seconda o terza generazione può avere l’aspetto di un lupo in tutto e per tutto. In Italia l’incrocio tra lupi e cani non è un caso di scuola: nel parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise il 33% dei campioni analizzati ha una componente genetica canina significativa. Uno studio della Sapienza del 2021 sull’Appennino tosco-emiliano ha trovato tracce di DNA di cane nel 70% dei lupi esaminati. Negli studi italiani si considera ibrido un individuo con almeno il 5% di genoma canino: un numero che non si legge in faccia a nessuno, serve un laboratorio.
Cosa fare se si incontra un lupo vicino alle case?
Se ti trovi davanti un canide che non conosci, in campagna o ai bordi di un paese, vale la regola del lupo vero: non avvicinarti, non seguirlo per fotografarlo, non metterti tra lui e una via di fuga. Chiama la polizia locale o il 112 e dì dove e quando l’hai visto: sono le segnalazioni a far spostare le fototrappole.
Poi ci sono le ciotole lasciate fuori. Un animale selvatico diventa confidente, che è il termine tecnico del protocollo Ispra, quando impara che vicino alle case si mangia: è per questo che l’ordinanza di Noicattaro vieta di dare da mangiare all’aperto.
Se in quella zona ci vivi con un cane, tienilo al guinzaglio anche dove di solito lo lasceresti libero ed evita le uscite al buio nelle campagne.
In giornate come queste chi porta a spasso un cane lupoide, un cecoslovacco, un saarloos, un husky, si prende sguardi e telefonate che non c’entrano niente. Guinzaglio, medaglietta con il numero e pazienza.
Fonti: comunicato della Regione Puglia del 14 agosto 2026; ANSA e 24zampe del Sole 24 Ore del 17 agosto 2026; Sky TG24 per i tentativi di cattura e il vertice in Prefettura; dati sull’ibridazione dal Post. Verificato il 18 agosto 2026.





