Carattere e descrizione del Posavski Gonic
Il segugio della valle della Sava: taglia, colore, carattere e salute
Il Posavski Gonič è il segugio della valle della Sava, in Croazia: un cane da caccia di taglia media, rosso frumento con le marcature bianche, che il suo standard definisce con due parole insolite per un segugio – facile da addestrare.
In questa pagina: com’è fatto, il colore e le marcature bianche – che qui sono regolate una per una – il carattere, la salute e a chi è adatto.
Sommario
Il Posavski Gonič in breve
Razza croata, gruppo 6 sezione 1.2 (segugi di taglia media), standard FCI 154, con prova di lavoro. Altezza 50-56 cm nei maschi e 47-53 nelle femmine, con due centimetri di tolleranza; il peso lo standard non lo indica. Manto duro e lucido, lungo 2-3 cm, di colore rosso frumento con le marcature bianche. Lo standard lo definisce facile da addestrare, docile e molto devoto al proprietario. In Italia sono nati 746 cuccioli in dieci anni.
Com’è fatto un Posavski Gonič

È un segugio di taglia media: 50-56 cm nei maschi e 47-53 nelle femmine, con due centimetri di tolleranza per i soggetti di tipo e costruzione eccellenti. Il peso, come in molti standard di segugi, non c’è.
Il formato è rettangolare: la lunghezza deve superare l’altezza al garrese. E qui lo standard non lascia spazio: un cane più corto che alto è squalificato, e lo è anche un cane a zampe corte di tipo acondroplasico. È il modo con cui la razza si difende dai bassotti e dai bassi da traccia.
C’è poi una misura che si legge di rado: l’altezza al gomito deve essere il 50 per cento dell’altezza al garrese. Cioè il torace scende esattamente a metà cane.
Questo standard è pieno di angoli misurati, e conviene elencarli perché sono un caso raro: il collo forma un angolo di 45 gradi con l’orizzontale, la groppa è inclinata di 25-30 gradi, la spalla ha un angolo di 115-120 gradi e la coscia scende a 40 gradi.
Il collo è forte e muscoloso, con la pelle aderente e senza giogaia.
La coda è a sciabola e va portata sotto la linea dorsale: una portata più alta è tollerata solo quando il cane è eccitato. Sotto ha il pelo un po’ più lungo, che forma – dice il testo – preferibilmente una piccola spazzolina. La coda ad anello o deviata di lato è una squalifica.
L’andatura ha una descrizione utile: allungo importante con una spinta forte, movimento armonioso, senza scatti, con il dorso fermo e gli arti che non si incrociano.
La testa e gli occhi

La testa di questa razza ha una prescrizione che la distingue da mezza Europa dei segugi: le linee devono essere leggermente divergenti. Se sono convergenti, il cane è squalificato.
Il cranio è leggermente più lungo del muso – e il contrario, cioè un muso più lungo del cranio, è anch’esso una squalifica – ed è più largo che profondo. La canna nasale è dritta o leggermente convessa, quello che si chiama un leggero naso montonino.
Il tartufo deve essere nero o marrone scuro, e lo standard aggiunge una precisazione che pochi testi fanno: anche l’interno delle narici deve essere pigmentato.
Gli occhi hanno una descrizione che è quasi un disegno tecnico: di media grandezza, moderatamente distanziati e semi frontali, inclinati di 10-15 gradi rispetto alla linea orizzontale. Sono ovali e marrone scuro, con espressione intelligente.
Le palpebre non devono essere lasse e non devono mostrare segni di entropion o ectropion, e devono essere completamente pigmentate. Gli occhi blu sono una squalifica.
Le orecchie sono pendenti e aderenti alla testa, attaccate al livello degli occhi, triangolari con la punta arrotondata. La misura di controllo è semplice: tirati in avanti verso il naso devono arrivare all’angolo delle labbra.
Non devono avere pieghe, non devono essere arrotolati e non devono staccarsi dalla testa. Sono coperti di pelo corto.
Il colore e le marcature bianche
Il colore di base è uno solo: rosso frumento in tutte le sfumature. Il marrone scuro e il cioccolato non sono ammessi, e non lo sono nemmeno le tracce di grigio o di nero, che squalificano perché sono il segno di un terzo colore.
La parte interessante, però, sono le marcature bianche, perché questo standard le elenca una per una e dice dove devono stare.
L’elenco completo è questo: una lista o una striscia sulla testa – ma mai bianco sulle orecchie – un collare completo o parziale sul collo, una parte bianca sull’avampetto, una striscia sul ventre, il bianco sui piedi anche sotto forma di calzini, e la punta della coda bianca.
E poi arriva la frase che rovescia la logica di quasi tutti gli altri standard: è desiderabile che ci siano marcature bianche su tutte le parti elencate e che siano distribuite simmetricamente. Le marcature bianche mancanti nelle parti elencate sono considerate un difetto.
In altre parole: qui il bianco non è tollerato, è richiesto. Un Posavski Gonič completamente unicolore, senza marcature, è squalificato.
Ci sono però due limiti. Il primo: il totale del bianco non deve superare un terzo del corpo. Il secondo: il bianco non è ammesso in nessun altro punto oltre a quelli elencati.
Il bianco, infine, deve essere netto, senza picchiettature del colore di fondo. Niente roanature.
Il carattere del Posavski Gonič

Il capitolo del comportamento di questo standard comincia con una frase che nei segugi si legge raramente: la razza è facile da addestrare.
Il resto del capitolo è altrettanto chiaro: è un segugio universale con una voce chiara e melodiosa, per cacciare in tutti i terreni. Docile, né nervoso né aggressivo, con un temperamento ragionevolmente vivace. Molto devoto al proprietario.
Facile da addestrare va preso per quello che è: significa che questo cane collabora, non che il richiamo tenga con il naso su una pista. Ma in una famiglia di razze in cui l’indipendenza è la norma, è una differenza reale.
Segugio universale è la definizione tecnica del suo mestiere: lo standard lo dice adatto a lepre, volpe e cinghiale, e aggiunge che può essere usato anche come cane da traccia al guinzaglio. Sono tre lavori diversi in un cane solo.
La voce chiara e melodiosa è la solita questione dei segugi. È una qualità di lavoro e va valutata prima di prendere il cane, non dopo: si sente da lontano e nessun addestramento la cancella.
Molto devoto al proprietario spiega perché questa razza funziona anche fuori dalla caccia meglio di altri segugi: il legame con la persona c’è, ed è la leva su cui si lavora.
Con gli altri cani convive bene, perché caccia anche in gruppo. Con gli estranei non è diffidente: non è un cane da guardia e non finge di esserlo.
L’aggressività e la timidezza eccessiva sono le uniche due squalifiche di carattere.
Quanto vive un Posavski Gonič e di cosa si ammala
Su questa razza non esistono studi sanitari pubblicati. La longevità dichiarata è di 12-14 anni, e i segugi da lavoro tenuti bene ci arrivano.
Il punto debole numero uno sono le orecchie: pendenti, aderenti alla testa e coperte di pelo corto, su un cane che passa la giornata nel sottobosco. Le otiti sono la casistica più frequente, e il controllo settimanale con l’asciugatura dopo ogni uscita risolve quasi tutto.
Il secondo sono le palpebre, e lo suggerisce lo standard stesso quando chiede palpebre non lasse e senza entropion o ectropion. Guardare gli occhi dei riproduttori dal vivo è il controllo pratico.
Il terzo è la torsione dello stomaco: torace profondo che arriva al gomito e cane che lavora, cioè il profilo classico del rischio. Pasti divisi e niente attività intensa vicino ai pasti.
Poi ci sono le cautele dei cani da lavoro: lastre ufficiali di anche e gomiti dei riproduttori e attenzione alla crescita nel primo anno.
E infine ci sono i rischi del bosco, che per un cane che ci vive sono i più concreti: forasacchi, zecche, tagli ai cuscinetti e, per chi lo usa sul cinghiale, gli incidenti di caccia. Chi caccia con i segugi lo sa: il controllo completo dopo ogni uscita non è pignoleria.
Un’ultima cosa che vale per tutti i segugi: un cane costruito per correre e tenuto fermo ingrassa, e su un cane da venti chili si vede in fretta.
A chi è adatto il Posavski Gonič
È adatto ai cacciatori, e in Italia è esattamente questo: uno dei segugi da cinghiale più usati, anche se quasi nessuno lo sa perché non lo si vede nei ring.
È adatto a chi ha spazio e vicini non troppo vicini. La voce chiara e melodiosa è un pregio a caccia e un problema in condominio.
È adatto a chi vuole un segugio collaborativo: fra i cani da seguita, quello che lo standard definisce facile da addestrare e molto devoto è una scelta più semplice di altre.
È adatto anche a chi non caccia ma è disposto a fare pista di sangue o ricerca olfattiva tutti i giorni. Lo standard stesso lo indica come cane da traccia al guinzaglio.
Non è adatto a chi vive in appartamento in città e sta fuori tutto il giorno: due o tre ore fra gambe e naso sono il minimo.
Non è adatto a chi vuole un cane da guardia: è socievole con tutti.
E non è adatto a chi pensa di scioglierlo ovunque contando sul richiamo. Facile da addestrare non vuol dire che rinunci a una pista fresca.




