Addestramento ed educazione del Griffone Belga

Piccolo ma da educare: solitudine, guinzaglio, abbaio e il caldo

Con un cane da cinque chili il rischio non è che diventi ingestibile per la forza: è che nessuno gli insegni niente. Il Griffone Belga è intelligente, attento e molto attaccato alle persone, e questo lo rende facile da educare – a patto di trattarlo come un cane e non come un soprammobile.

In questa pagina: come si abitua alla solitudine, il guinzaglio e i cani grandi, la gestione dell’abbaio, quanto movimento serve a un brachicefalo e gli errori che si vedono più spesso.

Sommario

Il cucciolo e la solitudine

Cucciolo di Griffone Belga nero focato seduto su fondo bianco

La prima cosa da insegnare a questa razza è la più controintuitiva: stare da soli. Lo standard descrive un cane molto attaccato al proprietario, e quell’attaccamento, se non viene gestito, diventa ansia da separazione.

Si allena da cucciolo e per gradi: pochi minuti in una stanza diversa, poi qualche minuto fuori casa, poi mezz’ora. Sempre con qualcosa da masticare, sempre senza scene al momento di uscire e – la parte difficile – senza feste al rientro.

L’errore più comune è il contrario: portarlo sempre con sé nei primi mesi perché è piccolo e comodo, e scoprire a un anno che non è mai stato solo in vita sua.

La socializzazione va fatta nello stesso periodo, e nei cani piccoli si sottovaluta: città, rumori, superfici, altri cani di taglie diverse, persone. Un griffone ben socializzato è un cane che a otto anni si porta ovunque.

Sulla pulizia in casa ha senso essere realisti: i cani piccoli hanno una vescica piccola e in inverno, con la pioggia, uscire è meno naturale. Serve pazienza e costanza, non severità.

Un ultimo consiglio pratico: abituatelo da subito a farsi maneggiare – orecchie, bocca, unghie, barba – perché è un cane che andrà dal toelettatore ogni due o tre mesi e dal veterinario per controlli agli occhi.

Il guinzaglio, i cani grandi e la sindrome del cane piccolo

La condotta al guinzaglio in un cane da cinque chili sembra un dettaglio, e invece è la base: un cane che tira su un collare rischia problemi alla trachea, e un cane che si lancia contro gli altri cani mette a rischio se stesso.

Si usa una pettorina che non comprima il collo, e si insegna a camminare senza tensione con la tecnica più semplice: fermarsi ogni volta che il guinzaglio si tende. Nei cani piccoli funziona in fretta, perché la forza in gioco è minima.

Sui cani grandi serve una regola chiara. Il Griffone Belga è fiero – lo dice lo standard – e non si tira indietro: un cane da cinque chili che sfida un pastore tedesco è un incidente che aspetta di accadere. Le presentazioni si fanno con calma e con cani equilibrati.

E poi c’è la cosiddetta sindrome del cane piccolo, che non è una sindrome del cane ma un errore delle persone: prendere in braccio a ogni difficoltà, ridere dei ringhi, permettere cose che a un cane da trenta chili non si permetterebbero. Il risultato è un cane insicuro che si difende in anticipo.

La buona notizia è che questa razza impara volentieri: il clicker, i trucchi, la ricerca dei bocconcini e i giochi di attivazione mentale funzionano bene, e un griffone che ha qualcosa da fare abbaia molto meno.

L’abbaio: era il suo mestiere

Griffone Belga nero presentato su un tavolo da esposizione all'aperto

Lo standard lo definisce molto vigile, e nei cenni storici dice che questi cani facevano la guardia alle carrozze. Tradotto: avvisare è nel pacchetto, e chi compra un griffone sperando in un cane silenzioso ha sbagliato razza.

Il lavoro non è azzerare l’abbaio ma metterci un limite. Il metodo è sempre lo stesso: si lascia che avvisi due o tre volte, si va a controllare, si dice una parola sola sempre uguale e si premia il silenzio.

Quello che non funziona è sgridare – per il cane sei due che abbaiano insieme – e non funzionano i collari antiabbaio, che su un cane piccolo e sensibile fanno solo danni.

La leva più efficace è ambientale: se il cane passa la giornata su una poltrona davanti alla finestra che dà sul marciapiede, abbaierà cinquanta volte al giorno e diventerà sempre più reattivo. Spostare la cuccia risolve metà del problema in silenzio.

In condominio conta anche la solitudine: gran parte dell’abbaio dei cani piccoli quando il padrone è fuori è ansia, non guardia. Se i vicini segnalano che abbaia per ore, il problema da risolvere è un altro.

E infine una cosa che nessuno dice: un griffone che avvisa quando qualcuno arriva alla porta è un cane che fa esattamente ciò per cui è stato selezionato per secoli. Un po’ di tolleranza fa parte del contratto.

Quanto movimento serve, e il problema del caldo

Conta circa un’ora al giorno, distribuita in due o tre uscite brevi, più il gioco in casa. Non è un cane sportivo e non ha bisogno di correre: ha bisogno di uscire spesso, annusare e stare con te.

Le attività che gli si addicono sono quelle di testa: attivazione mentale, ricerca olfattiva in casa e in giardino, piccoli percorsi di dog parkour a misura di cane piccolo, trucchi. In molti paesi i griffoni fanno anche rally obedience e se la cavano bene.

Il caldo è il limite serio, e va detto chiaramente: è un cane brachicefalo, con il muso da un centimetro e mezzo. D’estate si esce all’alba e alla sera, si evita l’asfalto caldo e non si fanno mai sforzi nelle ore centrali. Un colpo di calore in un cane così è un’emergenza vera.

Anche il freddo però conta: cinque chili e poco sottopelo sotto il pelo ruvido non proteggono molto. Un cappottino in inverno non è un vezzo da social, è buon senso.

E c’è una regola che vale per tutti i cani piccoli con la rotula delicata: attenzione ai salti dal divano e alle scale a ripetizione, soprattutto nel primo anno. Una rampetta accanto al letto o al divano costa poco e fa risparmiare guai.

Gli errori più comuni

Griffone Belga nero focato seduto, maschio riproduttore

Il primo errore è non educarlo perché è piccolo. Un cane da cinque chili che morde, ringhia o abbaia a tutto è un problema esattamente come uno da trenta: semplicemente si nota meno, finché non si nota.

Il secondo è portarlo sempre in braccio. È comodo e a volte necessario in mezzo alla folla, ma un cane che non cammina non impara a gestire il mondo, e la paura cresce.

Il terzo è trascurare il pelo. Il pelo ruvido va strippato ogni due o tre mesi, non tosato a macchina: chi lo rasa una volta si ritrova un pelo morbido e opaco per mesi.

Il quarto è sottovalutare gli occhi. Grandi, rotondi e poco protetti: un ramo, l’unghia di un gatto o un urto contro un mobile diventano ulcere corneali. Se strizza un occhio o lacrima, si va dal veterinario lo stesso giorno.

Il quinto è farlo ingrassare. Su un cane il cui peso di standard va da 3,5 a 6 kg, cinquecento grammi in più sono il dieci per cento: pesano su rotule, respirazione e schiena.

E il sesto è credere che un cane da compagnia non abbia bisogno di niente. Il Griffone Belga è un cane con la testa che funziona: annoiato diventa un abbaiatore seriale, e appagato è uno dei cani più piacevoli che si possano avere in casa.