Allevamento del Cairn Terrier
Quanto costa un cucciolo, dove sono gli allevamenti e cosa chiedere
Il Cairn Terrier in Italia si trova: 383 cuccioli iscritti fra il 2015 e il 2024 e sei allevamenti con affisso, con un 2024 che ha registrato 71 nascite.
In questa pagina: quanto costa un cucciolo, cosa chiedere all’allevatore, cosa guardare in una cucciolata e i numeri anno per anno.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Cairn Terrier

Il prezzo di un cucciolo con pedigree si aggira sui 1.000-1.500 euro, in linea con gli altri terrier di piccola taglia. Con circa quaranta nascite l’anno in tutta Italia, però, va messa in conto un’attesa.
Gli affissi attivi sono sei: tre in Lombardia (Milano, Monza-Brianza, Bergamo), due nel Lazio (Frosinone e Roma) e uno in Emilia-Romagna (Rimini). Diversi tengono anche altre razze.
Il resto delle spese è quello di un cane piccolo: 400-600 euro il primo anno fra vaccini, microchip, sverminazioni ed eventuale sterilizzazione, e 50-70 euro al mese di mantenimento.
C’è però una voce che con questa razza non si può saltare, ed è lo stripping: due o tre volte l’anno, dai 40 ai 60 euro a seduta se lo fa un toelettatore. Molti proprietari imparano a farlo da soli, e con un cane di sette chili è del tutto fattibile.
Un consiglio pratico da fare all’allevatore: chiedi di vedere come strippano i loro cani e fatti mostrare i primi movimenti. È il modo migliore per capire se conviene imparare.
Va messa in conto anche la recinzione, e non in altezza ma alla base: un Cairn non salta, scava. Una rete interrata di venti o trenta centimetri evita sorprese.
Ultima nota: diffida dei cuccioli bianchi venduti come Cairn. Il bianco in questa razza non è ammesso: quello è un altro cane, o un cane fuori standard.
Cosa chiedere all’allevatore

La prima domanda riguarda le rotule. La lussazione della rotula è il controllo classico dei terrier di piccola taglia, si valuta con una visita ortopedica e i risultati si possono registrare.
La seconda sono gli occhi: nei terrier si tengono d’occhio cataratta e problemi della retina, e un referto oculistico recente dei riproduttori è una richiesta sensata.
La terza riguarda il pelo, e con questa razza è una domanda tecnica che distingue subito chi conosce il lavoro: i tuoi cani sono strippati o tosati? Un allevamento che tosa i propri cani sta perdendo il mantello della razza.
La quarta è sul carattere della madre. Lo standard chiede un cane che difende ma non aggredisce: una femmina che ringhia agli estranei o che si nasconde non è nel tipo.
La quinta riguarda la crescita: dove sono cresciuti i cuccioli, quante persone hanno visto, se hanno sentito rumori di casa. In un cane che vivrà in famiglia, i primi due mesi contano.
E poi una domanda utile in una razza con pochi allevamenti: quante cucciolate fate all’anno? Con quaranta nascite nazionali, chi ne fa troppe merita almeno una domanda in più.
Cosa guardare in una cucciolata

Il primo controllo è il colore: sono ammessi crema, grano, rosso, grigio o quasi nero, anche tigrati. Sono esclusi il nero assoluto, il bianco e il nero focato.
Attenzione a una cosa che spiazza chi prende il primo Cairn: il colore cambia crescendo, e parecchio. Un cucciolo scuro può diventare grigio, uno rossiccio può schiarirsi. L’allevatore serio ve lo dice prima.
Il secondo sono le sfumature scure su orecchie e muso, che lo standard definisce molto tipiche: in un cucciolo si vedono bene e sono un buon segnale di tipo.
Il terzo è il pelo. Anche in un cucciolo si capisce se il mantello sarà duro o troppo morbido: si tocca contropelo, e deve dare una sensazione ruvida, non setosa.
Il quarto sono le orecchie: devono essere piccole e a punta. In cucciolata possono ancora essere abbassati, perché si alzano fra i due e i cinque mesi, spesso uno alla volta.
Il quinto sono i piedi: quelli anteriori devono essere più grandi dei posteriori, con cuscinetti spessi. Lo standard considera riprovevoli i piedi sottili o molli.
Il sesto è la struttura: lo standard vuole un cane agile, sveglio, dall’aspetto naturale di buon lavoratore. Un cucciolo pesante e tozzo non è nel tipo, e nemmeno uno troppo fine.
E infine il comportamento: in una razza descritta come allegra e coraggiosa, il cucciolo che si nasconde in fondo alla cuccia e non esce merita una domanda.

