Addestramento ed educazione del Manchester Terrier

Cosa fare nei primi mesi con un terrier sveglio e giudizioso

Il Manchester Terrier è uno dei terrier più facili da educare, e la ragione sta in una parola del suo standard: giudizioso. È un cane che valuta prima di reagire, e questo cambia tutto.

In questa pagina: le priorità dei primi mesi, la gestione dell’istinto predatorio, quanto movimento serve e la cura (minima) del pelo.

Sommario

Le priorità dei primi mesi

Manchester Terrier che guarda in camera con gli occhi a mandorla

La prima priorità è la socializzazione. Il Manchester è un po’ riservato con gli estranei, e un cucciolo portato in giro diventa un adulto sicuro; un cucciolo tenuto in casa diventa un adulto diffidente.

Dalle otto settimane in poi: persone, cani equilibrati, città, mezzi, superfici, rumori. È un cane che impara in fretta e che si adatta bene, quindi il lavoro dà risultati rapidi.

La seconda priorità è il richiamo, per via dell’istinto predatorio. Un cane selezionato per prendere i topi non ignora un movimento improvviso nell’erba.

La terza è l’autocontrollo: aspettare alla porta, aspettare prima di mangiare, lasciare un oggetto. In un terrier veloce come questo, quel mezzo secondo di pausa fa la differenza.

Sul guinzaglio: pettorina meglio del collare, per un collo così assottigliato. Sul metodo: rinforzo positivo, con sessioni brevi. È un cane sensibile e sveglio, e le maniere dure non servono a niente.

L’istinto predatorio e la vita quotidiana

Il Manchester Terrier è stato selezionato per un secolo su una cosa sola: prendere i topi, e farlo con velocità ed efficacia, come dice ancora oggi il suo standard.

Quell’istinto non è sparito. In pratica vuol dire che un movimento rapido nell’erba, un piccione che si alza, uno scoiattolo che attraversa attivano un programma automatico, e in quel momento il cane non vi sente.

La gestione è semplice e fatta di poche regole: longhina nei posti aperti finché il richiamo non è solido, libertà nelle aree recintate, e attenzione vicino alle strade.

Con gatti, conigli, criceti e uccellini il discorso è più netto: se il cane cresce con loro può imparare a rispettarli in casa, ma non lasciateli mai insieme senza controllo. In una razza nata per uccidere piccoli animali, la gestione conta più dell’educazione.

Il modo migliore per convivere con questo istinto è dargli uno sfogo: giochi di inseguimento controllato, tira e molla, ricerca di bocconcini, nose work. Un Manchester che ha usato la testa e le gambe è un cane molto più tranquillo davanti a uno scoiattolo.

Quanto movimento serve e come si tiene il pelo

Femmina di Manchester Terrier di quattro anni in piedi sulle foglie

Serve almeno un’ora e mezza al giorno fra movimento e testa. Lo standard lo definisce sportivo, e con quel Whippet nel pedigree non è un cane che si accontenta del giro dell’isolato.

Le attività che gli riescono meglio sono quelle veloci: agility, hoopers, rally obedience e i giochi di corsa in un campo recintato. È un cane atletico e leggero, e in campo si diverte molto.

Poi c’è il naso: nose work, ricerca in ambiente, giochi di ricerca in casa. Sono attività che scaricano la testa quanto la corsa scarica le gambe.

Sul pelo non c’è niente da fare, ed è uno dei motivi per cui questa razza è così comoda: fitto, liscio, corto e lucente, di tessitura ferma. Bastano un panno umido e una spazzola morbida ogni tanto. Niente toelettatore, niente stripping, niente nodi.

L’altra faccia della medaglia è il freddo: pelo corto e nessun sottopelo. Sotto i dieci gradi il cappottino serve, e le uscite invernali si accorciano.

D’estate invece il Manchester sta benissimo, con l’accortezza di evitare le ore centrali e di controllare la pancia, dove la pelle è più sottile e il sole può scottare.

Gli errori tipici con un Manchester Terrier

Non chiedere il test per la JDCM. È l’errore più grave possibile in questa razza: una cardiomiopatia che uccide i cani giovani si previene con un esame.

Fidarsi del richiamo troppo presto. L’istinto predatorio di un cacciatore di topi è intatto.

Lasciarlo con piccoli animali senza controllo. Non è cattiveria, è il mestiere per cui è nato.

Dimenticare che sente il freddo. Pelo corto e niente sottopelo: d’inverno il cappottino non è un vezzo.

Trattarlo come un cane da salotto. È sportivo, e senza movimento diventa un cane insoddisfatto.

Lasciarlo solo tutto il giorno. Lo standard lo chiama devoto, e la parola è esatta.

Usare le maniere forti. È sveglio e sensibile: si ottiene solo di rovinare il rapporto.