Allevamento del Kooikerhondje
Quanto costa un cucciolo, i due test del DNA e i numeri italiani
Il Kooikerhondje in Italia è una novità recente e in crescita: 121 cuccioli iscritti all’ENCI in dieci anni, ma con il 2024 come anno record (25) e due affissi attivi, entrambi in provincia di Modena.
In questa pagina: quanto costa, i due test genetici che vanno chiesti sempre, cosa domandare all’allevatore e i numeri anno per anno.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Kooikerhondje
Un cucciolo con pedigree costa in Italia fra i 1.500 e i 2.200 euro. È la forbice tipica di una razza rara ma non introvabile, con cucciolate che si programmano e liste d’attesa che si muovono.
Nel prezzo di un allevatore serio ci sono la prima vaccinazione, il microchip, le sverminazioni, l’iscrizione al libro genealogico, i test genetici dei riproduttori e due mesi di cucciolata cresciuta in casa.
Il cucciolo senza pedigree è da evitare, e qui più che altrove: questa razza ha due malattie genetiche note per le quali esiste un test del DNA, e senza documenti non puoi sapere se i genitori sono stati testati.
Il mantenimento è contenuto: 50-70 euro al mese per un cane da nove o dodici chili. E c’è una voce che in questa razza non esiste: la toelettatura. Lo standard chiede il pelo naturale non toelettato, quindi bastano una o due spazzolate a settimana fatte da te.
Molti cuccioli italiani arrivano dai Paesi Bassi o da altri paesi del nord Europa, dove la razza è molto più diffusa e dove gli screening sanitari prima della riproduzione sono obbligatori.
I due test del DNA da chiedere sempre
Questa è la parte più importante della pagina, ed è anche una bella storia di cinofilia: il Kooikerhondje ha due malattie genetiche documentate, e per tutte e due esiste un test del DNA che le previene.
La prima è la malattia di von Willebrand di tipo III, un difetto della coagulazione del sangue. Era diffusa nella razza, poi nel 2000 è arrivato il test, e da allora i soggetti malati sono spariti. Un’intera malattia eliminata da una razza in una generazione e mezza.
La seconda è la ENM, mielopatia necrotizzante ereditaria, che in Olanda chiamano kooikerverlamming, la paralisi del Kooiker. Attacca la sostanza bianca del midollo spinale e porta alla paralisi. La mutazione responsabile, sul gene IBA57, è stata identificata nel 2015, e da quel momento è diventata prevenibile.
Come funziona: la trasmissione è autosomica recessiva, cioè servono due copie del gene per ammalarsi. Basta che uno dei due genitori sia libero perché nessun cucciolo di quella cucciolata possa ammalarsi.
Il club olandese, insieme all’Università di Utrecht, mette a disposizione un pacchetto che comprende anche la polimiosite.
La domanda da fare, testuale: i genitori sono testati per von Willebrand e per la ENM? Posso vedere i referti? In una razza dove i test esistono da anni e nel paese d’origine sono obbligatori, non c’è nessuna scusa per non averli.
Cosa chiedere a un allevatore di Kooikerhondje
Oltre ai due test genetici, ci sono altre domande da fare.
La base genetica: tutta la razza moderna discende da pochissimi soggetti, a partire dalla femmina Tommy trovata nel 1942. Chiedi come l’allevatore sceglie gli accoppiamenti e guarda il pedigree su quattro generazioni. In una razza così, è il lavoro principale di chi alleva.
Il carattere: chiedi di vedere la madre e osserva come reagisce a te. Nel Kooikerhondje il comportamento ansioso è un difetto grave previsto dallo standard, e un adulto insicuro è un segnale da non ignorare.
Dove crescono i cuccioli: in una razza sensibile, le prime otto settimane in mezzo ai rumori e alle persone di casa valgono metà del lavoro educativo che farai voi.
Poi le condizioni minime di sempre: consegna non prima dei 60 giorni, microchip, vaccinazioni e pedigree.
E una domanda che puoi fare per curiosità, ma che ti dice molto sull’allevatore: se ha mai visto lavorare un Kooikerhondje in un’eendenkooi. Chi alleva questa razza con passione, di solito, in Olanda ci è andato.
Il Kooikerhondje in Italia: i numeri dell’ENCI
La serie italiana si divide nettamente in due. Dal 2015 al 2018 il Kooikerhondje in Italia praticamente non esisteva: 5, 1, 6 e 1 cucciolo iscritto.
Dal 2019 cambia tutto: 16, 19, 15, 20, 13 e infine 25 nel 2024, il massimo del decennio. In totale 121 cuccioli, di cui oltre l’ottanta per cento negli ultimi sei anni.
Gli affissi registrati sono due, entrambi in provincia di Modena: è da lì che la razza è entrata in Italia.
È una delle poche razze rare di questo elenco che sta crescendo, ed è facile capire perché: è piccola ma sportiva, sana, senza toelettatura, con un carattere che lo standard descrive come fedele, facile da gestire e amichevole.
Il consiglio pratico è semplice: contatta i due allevamenti italiani, mettiti in lista e chiedi subito i referti dei test. E se i tempi sono lunghi, guardate ai Paesi Bassi, dove la razza è di casa e i controlli sono obbligatori.

