Addestramento ed educazione del Drever

Come si lavora con un segugio piccolo che ragiona col naso

Il Drever è un cane facile di carattere e difficile su una cosa sola: il naso. Ha un temperamento stabile, impara volentieri e non ha spigoli, ma quando trova una pista il mondo intorno scompare.

In questa pagina: come impostare i primi mesi, come si costruisce un richiamo in un segugio e cosa fare con un Drever se non si va a caccia.

Sommario

Come si educa un cucciolo di Drever

Drever fulvo e bianco di profilo, con il collare bianco tipico

Il cucciolo di Drever è socievole, sveglio e per niente problematico: la parte facile è la convivenza. La parte da costruire, e va costruita prima che il naso prenda il comando, è il contatto.

Contatto vuol dire l’abitudine a guardarti e a tornare a controllare dove sei. Si allena da subito, camminando in posti sempre nuovi e pagando ogni rientro spontaneo con qualcosa che valga la pena. In un segugio è l’unica cosa su cui potrai contare quando la pista si accende.

Il richiamo si costruisce in ordine crescente di difficoltà e non si spreca: mai chiamare il cane quando sai che non tornerà, perché ogni richiamo ignorato insegna che è facoltativo. Meglio andarlo a prendere e ricominciare più vicino.

La socializzazione è semplice, perché il carattere di base è aperto: città, rumori, persone, altri cani, superfici. Un Drever cresciuto in mezzo alle cose diventa un cane che si porta dappertutto.

Sulla crescita fisica c’è una regola in più per un cane lungo e basso: nel primo anno niente salti ripetuti, niente scale a rotta di collo e occhio al peso, che su questa struttura è la cosa che fa più danni.

Il naso, la voce e la libertà controllata

Un Drever su una pista fresca non ti sente. Non è cattiveria e non è testa dura: è concentrazione, ed è il carattere che i cacciatori svedesi hanno selezionato per un secolo, premiando i cani che non mollavano la traccia.

Da qui tre regole pratiche. La libertà si concede in posti recintati o in contesti dove sai di poterlo gestire, mai lungo una strada o in un bosco a caso. La longhina da cinque o dieci metri è l’attrezzo che gli dà naso e movimento senza perderlo. E un GPS, o almeno una medaglietta con il numero di telefono, non è un’esagerazione in un cane che può seguire una pista per chilometri.

La voce è l’altro capitolo. Un segugio che segue una traccia abbaia: è il suo modo di dire dove si trova. Si può lavorare sul quando, insegnandogli che dopo l’avviso il turno è finito, ma non si può pretendere il silenzio. Chi vive in condominio lo deve sapere prima, non dopo.

Il modo intelligente di girare il problema è dargli il naso tu: tracce, ricerche, oggetti nascosti, giochi di fiuto ogni settimana. Un cane a cui le cose interessanti arrivano dalle tue mani è un cane che ti considera, e sul richiamo la differenza si sente.

Che attività fare con un Drever

Lepre variabile in mantello invernale che corre sulla neve

Se cacci, il programma lo conosci già: cerca e inseguimento, che in Svezia significa cervo e in Italia significherebbe lepre e volpe. Se non cacci, servono attività che usino la stessa testa.

Le migliori sono quelle olfattive: il mantrailing, che è ricerca di persone su traccia individuale ed è la cosa più vicina al suo mestiere, il nose work, che si può fare anche in casa nelle giornate impossibili, e la pista di sangue su tracce artificiali, per chi ha il contesto per farla.

Sul fronte fisico va bene tutto quello che è resistenza: dog trekking e camminate lunghe, dove un Drever cammina per ore con qualunque tempo. L’attivazione mentale (tappeti olfattivi, ricerche in casa, giochi col cibo) è quello che tiene la testa occupata quando fuori diluvia.

Cosa evitare: gli sport di salto intensivo, che su un corpo lungo e basso non hanno senso, e i lanci ripetitivi della pallina. E il sovrappeso, che è il vero nemico di questa struttura.

Il conto minimo, per un Drever che non caccia, è un’ora al giorno di movimento vero più venti minuti di naso. Con quello è un cane tranquillo in casa; senza, diventa un cane che scava, abbaia e si inventa mestieri.