Addestramento ed educazione del Broholmer

Come si cresce un cucciolo che arrivera a settanta chili

Con il Broholmer l’addestramento è meno un problema di testa e più un problema di tempi: è un cane calmo e ricettivo, ma cresce per due anni e arriva a settanta chili. In questa pagina trovi come si imposta l’educazione, cosa fare nei primi mesi e quali attività sono adatte.

Sommario

Come si educa un Broholmer

Broholmer attaccato a un carretto insieme alla sua proprietaria

È un cane calmo, equilibrato e sicuro di sé: collabora volentieri e non cerca il conflitto. Il lavoro vero è insegnargli le regole prima che diventi ingestibile per stazza.

Funziona il rinforzo positivo con sessioni brevi e molta calma. Non funziona la durezza: fra i difetti eliminatori lo standard mette sia il cane eccessivamente timido sia quello nervoso e mordace, e un molossoide trattato male finisce in uno dei due.

La priorità assoluta dei primi mesi è la condotta al guinzaglio. Un cucciolo di quindici chili che tira è un problema divertente; a cinquanta chili non lo è più. Lo stesso vale per salire in macchina, farsi toccare le zampe e accettare la museruola: tutte cose da insegnare quando è piccolo.

La socializzazione va fatta presto e con gradualità: persone, bambini, altri cani, città, rumori. Un cane che deve essere amichevole ma vigile impara la differenza solo se vede tanta gente da cucciolo.

Va messa in conto la crescita lenta: come tutti i giganti, il Broholmer resta un cucciolone per due anni. In quel periodo niente scale a ripetizione, niente salti, niente corse lunghe: le articolazioni si stanno ancora chiudendo, e in una razza dove il club impone gli esami per anche e gomiti è una responsabilità concreta.

Sull’alimentazione da cucciolo vale una nota: crescere in fretta è il modo migliore di rovinare un cane grande. Cibo adeguato, nessuna integrazione fai da te, e un occhio sul peso.

E poi c’è la parte che con un cane così non è opzionale: le buone maniere in pubblico. Un Broholmer educato che cammina tranquillo al guinzaglio fa cambiare idea a chi ha paura dei cani grandi. Uno che tira e abbaia conferma tutti i pregiudizi.

Guardia, casa e vita quotidiana

La seconda utilizzazione che lo standard indica è cane da guardia, e in un cane di questa taglia la guardia va gestita con criterio.

Il primo punto è che il Broholmer fa la guardia con la presenza. È amichevole ma vigile: valuta, avvisa, si mette in mezzo se serve. Non è un cane che parte in quarta, e non deve diventarlo.

Il secondo punto è il territorio: recinzione seria, cancello chiuso, e gli ospiti che entrano con te. Le presentazioni si fanno con calma, e la calma con questa razza arriva facile.

Il terzo punto è la casa. È un cane che vuole stare dentro con la famiglia, e questo comporta scegliere dove metterlo: un Broholmer sdraiato occupa un corridoio, e in un’utilitaria non entra.

Il quarto punto riguarda i bambini. Il carattere è buono, ma la fisica è quella: un cane da settanta chili che si gira sposta un bambino di cinque anni. Le regole sono le solite, e valgono più per il peso che per l’indole.

Il quinto punto è la gestione pratica: assicurazione, museruola in borsa perché sui mezzi pubblici serve, un veterinario che sappia gestire un cane di quella mole e una macchina in cui il cane ci stia.

Che attività fare con un Broholmer

Le andature naturali di questa razza sono il passo e il trotto: chi cerca un cane da corsa ha sbagliato razza, e chi cerca un compagno di camminate ha trovato quella giusta.

Le lunghe camminate sono l’attività principale, e da adulto un Broholmer ne fa quante ne vuoi, purché non faccia caldo.

Il dog trekking tranquillo, con dislivelli moderati, è perfetto: un cane costruito per pattugliare una tenuta cammina volentieri per ore.

L’attivazione mentale è la parte che i proprietari di molossoidi sottovalutano: tappetini olfattivi, ricerca di cibo in giardino, giochi di problem solving. Stanca senza caricare le articolazioni, e per un cane che pensa lentamente ma pensa è molto soddisfacente.

Il nose work e la ricerca olfattiva di base sono ottimi e adattissimi a un cane calmo.

Il traino leggero, con carrettini o pesi adeguati e sempre da adulto, è una tradizione danese per questa razza e un ottimo modo di usare quell’anteriore potente. Va fatto con attrezzatura giusta e con un cane maturo, non prima dei due anni.

Da evitare: agility, salti, corse su asfalto, sport di morso e tutto quello che chiede a un cane da settanta chili di cambiare direzione di colpo. E da evitare le uscite nelle ore calde: con quel sottopelo, l’estate italiana è il suo nemico principale.