Addestramento ed educazione del West Highland White Terrier
Un terrier allegro che scava, abbaia e ha un ottimo concetto di sé
Il Westie è sveglio, allegro e collaborativo molto più di quanto lo siano di solito i terrier: con lui si lavora bene, purché non si pretenda obbedienza militare. In questa pagina trovi come impostare i primi mesi, come si gestiscono abbaio e scavo e quali attività lo tengono equilibrato.
Sommario
Come si educa un Westie

Buona notizia: lo standard lo definisce indipendente ma amichevole, e quella seconda parola cambia tutto. Il Westie ha voglia di stare con le persone, e questo lo rende molto più facile da educare della media dei terrier.
Funzionano il cibo, le sessioni corte e il gioco. Non funzionano i metodi duri: è un cane con un buon concetto di sé, come dice testualmente lo standard, e se lo si tratta male si impunta invece di collaborare.
Le cose utili da insegnare subito sono tre. Il richiamo, pagato sempre bene. Il basta per l’abbaio, che in questa razza va impostato prima che diventi un’abitudine. E il farsi maneggiare ovunque, orecchie e zampe comprese: con un cane che potrebbe avere problemi di pelle, è una cosa che userai ogni settimana.
Sulla solitudine serve gradualità: è un cane sociale che non ama restare solo, e un cucciolo abituato per gradi diventa un adulto tranquillo. Uno lasciato subito otto ore diventa un adulto che abbaia.
Un dettaglio che riguarda proprio questa razza: abitualo da subito a farsi asciugare bene dopo la pioggia e i bagni. L’umidità che resta nel sottopelo è una delle cose che peggiorano i problemi di pelle.
L’abbaio, lo scavo e l’istinto da terrier

Il Westie è un terrier da tana e va preso per quello che è: scava, insegue e segnala. Nella foto è impegnato in una prova di lavoro in tana, che è esattamente il mestiere per cui è stato costruito.
Sull’abbaio vale il metodo in due tempi che funziona con tutti i cani vocali: si riconosce il segnale, si va a guardare insieme a lui e si chiude con un comando fisso, premiato quando smette. Sgridarlo mentre abbaia peggiora le cose, perché per lui stai partecipando.
Sullo scavo la strada intelligente non è vietarlo, è dargli un posto dove farlo: un angolo del giardino, una vasca con la sabbia, dei premi da dissotterrare. Un terrier a cui si impedisce di scavare e basta trova comunque un modo.
Sull’istinto di inseguimento serve onestà: davanti a qualcosa che scappa il richiamo arriva dopo. Si allena comunque, e nelle aree non recintate la longhina è la scelta sensata.
Con gli altri cani è socievole ma deciso: non cerca lo scontro, ma non si tira indietro nemmeno davanti a un cane tre volte più grande. Gli incontri si gestiscono, soprattutto da giovane.
Che attività fare con un Westie

Ha molta più energia di quanto la taglia suggerisca. Lo standard lo definisce attivo e sportivo, e chi lo tiene lo conferma: due uscite vere al giorno sono il minimo, non il massimo.
Le attività che gli calzano meglio sono quelle che usano il naso e la testa. La ricerca olfattiva in casa o in giardino è la più efficace di tutte: dieci minuti di premi nascosti stancano più di mezz’ora di passeggiata.
Va benissimo anche l’agility, con salti proporzionati alla taglia, e la rally obedience, che alterna esercizi semplici a movimento continuo ed è perfetta per un cane che si annoia in fretta.
Esistono anche le prove di lavoro in tana, dove i terrier lavorano in condrizioni controllate: non sono diffuse ovunque, ma se ne trovi una vicino è la cosa più vicina al suo mestiere originale.
Quello che non funziona è la vita da cane da borsetta. Un Westie che non fa niente diventa un cane che abbaia, scava dove non deve e si lecca le zampe: e in questa razza il leccarsi le zampe apre un problema di pelle vero.

