Storia ed origine del West Highland White Terrier

Dal Roseneath Terrier al cane bianco che non si confonde con una volpe

Il Westie è nato da una scelta pratica, non estetica: essere bianco per non essere scambiato per una preda. In questa pagina trovi da dove viene, perché per anni si è chiamato in altri due modi, chi è il colonnello a cui la razza deve il suo colore e come sta andando oggi in Italia.

Sommario

Il ceppo dei terrier scozzesi

Westie in un dipinto di Frances C. Fairman

Il Westie viene dallo stesso calderone da cui vengono lo Scottish, il Cairn e lo Skye Terrier: i terrier delle Highlands, cani piccoli e duri che lavoravano in tana contro volpi e tassi.

Per gran parte dell’Ottocento questi cani non avevano nomi separati. Erano semplicemente terrier scozzesi, e si distinguevano più per la zona di provenienza e per la famiglia che li allevava che per uno standard scritto.

I soggetti bianchi comparivano di tanto in tanto nelle cucciolate di cani colorati, e per molti allevatori erano un difetto da scartare. La storia del Westie comincia quando qualcuno decide che quel difetto è invece esattamente quello che serve.

Il dipinto qui accanto è di Frances C. Fairman, pittrice britannica specializzata in ritratti di cani a cavallo fra Otto e Novecento: sono immagini come questa a documentare l’aspetto della razza prima delle fotografie.

QuandoCosa succede
Nelle HighlandsI terrier scozzesi lavorano in tana: da quel ceppo vengono Scottish, Cairn, Skye e Westie
OttocentoIl colonnello Malcolm di Poltalloch seleziona i soggetti bianchi
Fine OttocentoLa razza e conosciuta come Roseneath Terrier o White Scottish Terrier
1899Le stampe dell’epoca la chiamano ancora Roseneath or White Scottish Terriers
Primi del NovecentoIl nome diventa West Highland White Terrier
13.10.2010Data dello standard FCI 85 oggi in vigore

Il colonnello Malcolm e la scelta del bianco

Tre terrier scozzesi bianchi in una stampa del 1899

La stampa qui accanto è del 1899 e la didascalia originale dice tutto: Roseneath or White Scottish Terriers. Il nome West Highland White Terrier sarebbe arrivato solo dopo.

Il personaggio a cui si fa risalire la razza è il colonnello Edward Donald Malcolm, di Poltalloch. La tradizione racconta che durante una battuta di caccia un suo terrier fulvo venne scambiato per una volpe e ucciso per errore, e che da quel giorno decise di allevare soltanto cani bianchi.

Lo raccontiamo come tradizione, perché è così che viene tramandato nei club di razza, e non come fatto documentato. Ma è coerente con l’uso: un terrier che esce da una tana o attraversa una macchia, se è bianco, non si confonde con nulla.

Per un certo periodo i nomi in circolazione furono almeno tre: Poltalloch Terrier, Roseneath Terrier, dal nome della tenuta di un altro allevatore, e White Scottish Terrier. Solo nei primi anni del Novecento si impose quello attuale.

Da allora il Westie ha avuto una fortuna che pochi terrier hanno avuto: è diventato un’icona pubblicitaria, il cane bianco per eccellenza, riconoscibile anche da chi di cani non capisce niente. È stato un bene per la sua diffusione, un po’ meno per la selezione, come succede sempre in questi casi.

Il Westie oggi, in Italia

Tre West Highland White Terrier al guinzaglio

In Italia il Westie è stato per anni uno dei terrier più diffusi, e i numeri lo confermano: 5.493 cuccioli registrati dall’ENCI negli ultimi dieci anni. Ma la curva sta scendendo in modo netto.

Si passa dai 707 cuccioli del 2016, il massimo del decennio, ai 309 del 2024: un calo del 52%. È l’andamento tipico di una razza che ha avuto un lungo periodo di grande popolarità e adesso si sta ridimensionando.

Non è una brutta notizia in sé. Le fasi di grande richiesta sono quelle in cui nascono più cuccioli senza attenzione alla selezione, e su una razza con un tema forte come la pelle questo si paga a lungo.

Gli allevamenti con affisso ENCI dedicati alla razza sono trentanove, con il Piemonte in testa a nove, poi Lombardia e Toscana con sette ciascuna e l’Emilia Romagna con cinque. È una rete ancora ampia: si può scegliere e si può visitare.

Nella pagina dell’allevamento trovi i prezzi reali e le domande da fare, a partire da quella che su questa razza conta più di tutte.