Allevamento dello Shar Pei
Quanto costa un cucciolo, i 20 affissi italiani e il test da chiedere sempre
Lo Shar Pei in Italia sta crollando, ed è un dato che va letto bene: meno cuccioli negli allevamenti seri significa più spazio per il mercato parallelo, proprio quello che spinge sulle rughe. In questa pagina trovi i prezzi reali, i numeri ENCI e le domande da fare, a partire da un test genetico che su questa razza non è opzionale.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Shar Pei

In un allevamento con affisso ENCI un cucciolo di Shar Pei costa fra gli 800 e i 1.500 euro. Ma il prezzo d’acquisto, su questa razza, è la parte meno importante del conto.
Il mantenimento realistico sta fra gli 80 e i 130 euro al mese, e la voce che fa la differenza non è il cibo: sono i controlli e le cure di occhi, orecchie e pelle. Un intervento per l’entropion, che in questa razza è frequente, è una spesa da mettere in preventivo.
Il cane della foto è un bear coat, cioè un soggetto dal pelo lungo. Ogni tanto compare negli annunci come varietà rara e pregiata: lo standard è chiaro, il pelo oltre i 2,5 centimetri è un difetto grave. Non vale di più, vale di meno.
Stessa regola per i cuccioli pubblicizzati come super rugosi o con colori particolari a chiazze: le pieghe importanti sul corpo e i colori non uniti sono difetti eliminatori. Chi te li vende come pregi o non conosce lo standard o conta sul fatto che non lo conosca tu.
Le iscrizioni ENCI anno per anno
Sono numeri che raccontano una moda finita, e ha senso guardarli tutti insieme.
Il totale del decennio è di 3.539 cuccioli, ma la traiettoria è quello che conta: dai 570 del 2015 ai 137 del 2024, cioè un calo del 76%. È uno dei crolli più netti fra tutte le razze registrate in Italia.
Gli allevamenti con affisso ENCI dedicati alla razza sono venti: cinque in Lombardia, tre in Sicilia, due ciascuno in Lazio, Piemonte, Emilia Romagna e Toscana. Sono pochi, e questo rende ancora più importante scegliere bene.
Il rovescio della medaglia è che, con pochi cuccioli ufficiali e una razza ancora molto riconoscibile, il mercato parallelo resta attivo. Ed è esattamente il mercato che spinge sulle rughe estreme, cioè sul tratto legato alla malattia della razza.
Le domande da fare a un allevatore di Shar Pei
La prima e la più importante: i genitori sono testati per la febbre familiare? Esiste un test genetico legato alla mutazione che causa anche le rughe, e un allevamento serio sa di cosa stai parlando e ti mostra i risultati.
La seconda riguarda gli occhi: quanti cuccioli hanno avuto bisogno di un intervento per l’entropion, se i genitori sono stati operati, come sono messi gli occhi della linea. È una domanda scomoda e proprio per questo è utile.
La terza è visiva e non richiede risposte: guarda i genitori adulti. Quante pieghe hanno sul corpo? Hanno gli occhi liberi e aperti? Respirano bene? Un adulto asciutto, con le rughe sulla testa e non su tutto il corpo, è quello che lo standard chiede e quello che vive meglio.
La quarta riguarda le orecchie e la pelle: se in linea ci sono stati problemi cronici, e che routine di pulizia consiglia l’allevatore. Chi alleva bene questa razza ha un protocollo e te lo spiega volentieri.
Infine le solite, che qui pesano il doppio per via del carattere: dove crescono i cuccioli, cosa hanno già visto, quanta gente hanno incontrato. Uno Shar Pei poco socializzato nei primi mesi è un adulto difficile, e il carattere non si corregge dopo.

