Addestramento ed educazione del Greyhound

L’inseguimento a vista, il guinzaglio e come si gestisce uno sprinter

Con il Greyhound l’educazione è più semplice di quanto si pensi in casa e più delicata di quanto si pensi fuori. È un cane docile, sensibile e collaborativo, ma è anche un cacciatore a vista, e quello non si toglie. In questa pagina trovi come si lavora sul richiamo, perché la museruola non è una punizione e quanto movimento gli serve.

Sommario

Come si educa un Greyhound

Greyhound al guinzaglio che cammina nel bosco

Prima cosa: è un cane sensibile. I metodi duri, le voci alzate e gli strattoni non funzionano e fanno danni veri, perché il Greyhound si chiude invece di reagire. Funzionano il cibo, la calma e la ripetizione paziente.

Seconda cosa, che vale soprattutto per i cani adottati a fine carriera: molti non hanno mai vissuto in una casa. Le scale, il pavimento scivoloso, le porte a vetri e persino lo specchio possono essere novità. Serve pazienza e serve accompagnarli, non forzarli.

Il collare giusto è quello a martingala, largo e con la parte che si stringe quel tanto che basta: un Greyhound ha il collo più largo della testa e da un collare normale sfila in un attimo. È l’errore più pericoloso che si possa fare con questa razza.

In casa impara in fretta le regole, ed è di una pulizia notevole. La cosa che gli va insegnata è restare solo, perché è un cane molto legato alle persone e i soggetti adottati vengono da una vita in gruppo.

Una nota sul sonno che sorprende chi non conosce i levrieri: molti Greyhound dormono con gli occhi aperti e hanno un sonno pesantissimo. Svegliarli di soprassalto, soprattutto toccandoli, può farli reagire per riflesso. Si chiama con la voce, non con le mani.

Il richiamo, la vista e la museruola

Qui va detta la verità, perché è la cosa che conta di più: un Greyhound in campo aperto, davanti a qualcosa che scappa, non ti sente. Non è disobbedienza, è la funzione per cui esiste.

Greyhound con la museruola a paniere

Il richiamo si allena, si paga bene e si usa, ma non ci si affida a lui in un campo non recintato. La regola pratica che usano tutte le associazioni che si occupano di levrieri è semplice: libero solo in recinto, guinzaglio o longhina ovunque altro.

La museruola a paniere non è una punizione e non è il segno di un cane pericoloso: nelle piste la indossano tutti perché in gruppo, a settanta all’ora, un morso involontario è facile. Molti Greyhound la conoscono già e la accettano senza problemi, e in certe situazioni, come le prime uscite in un recinto con altri cani, è semplicemente prudente.

Sui gatti e sugli animali piccoli: alcuni Greyhound ci convivono benissimo, altri no. Le associazioni serie testano i cani prima dell’affido proprio su questo, ed è una domanda che va fatta sempre.

Un’ultima raccomandazione che salva la vita: il cancello e la porta di casa. Un cane che parte da fermo e raggiunge i settanta all’ora in pochi secondi non si recupera in strada.

Che attività fare con un Greyhound

Gruppo di Greyhound con i cappottini durante una passeggiata

Sorpresa: gli serve meno movimento di quanto pensi. Due passeggiate normali al giorno e qualche corsa libera in sicurezza ogni settimana sono sufficienti. È uno sprinter, e gli sprinter riposano molto.

L’attività che gli calza a pennello è il lure coursing, la corsa dietro allo zimbello meccanico: è la versione sportiva e regolamentata del suo lavoro storico, dura pochi secondi e lo soddisfa come nient’altro. Dove esistono, ci sono anche le piste per la corsa in rettilineo.

Va benissimo anche il dog trekking a passo tranquillo, e sorprendentemente bene la ricerca olfattiva in casa: non è un cane da naso, ma il lavoro mentale gli piace e lo stanca.

Quello che invece non fa per lui è la resistenza: corsa lunga, bicicletta, maratone di passeggiate estive. Non ha il fisico per il lavoro prolungato, e con quel mantello si surriscalda in fretta.

Sul freddo invece serve attrezzatura: sotto i dieci gradi un Greyhound trema, e il cappottino della foto non è un vezzo da social. Serve anche una cuccia morbida e spessa, perché con così poco grasso i gomiti e le anche gli fanno male sul duro.